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Livorno

Ventura e Cerci se la ridono È la vendetta degli ex Pisa

di Federico Lazzotti
Ventura e Cerci se la ridono È la vendetta degli ex Pisa

Per l’allenatore e l’attaccante del Torino la sfida contro il Livorno era un derby Dentro al match la sfida tra Bardi e il fantasista: «Noi potevamo fare di più»

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LIVORNO. Se la godono anche se con facce ed espressioni diverse Alessio Cerci e Giampiero Ventura, due ex Pisa per i quali vincere contro il Livorno deve aver avuto il sapore di un derby messo in saccoccia. Sorride il tecnico ligure quando Ciro Immobile segna il terzo gol dei granata e corre verso la panchina. «Te l’avevo detto», è sembrato di leggere sulle labbra del mister prima dell’abbraccio tra i due.

Spreca e impreca, invece, il folletto con la passata che per 73 minuti sfida, perdendo ai punti, il portiere amaranto Francesco Bardi, prima di essere sostituito, puntare gli spogliatoi senza salutare e mettere la faccia di un bambino di 2 anni a cui è stato tolto il gioco quando non era ancora sazio. «Mi dispiace per Cerci - dirà a fine partita il tecnico - che ha fatto una buonissima partita e ci teneva a fare gol ma arriverà anche per lui la possibilità di segnare».

Basterebbero queste tre immagini per spiegare il match speciale di Ventura e Cerci che proprio in nerazzuro si sono incontrati: era l’estate 2007, campionato di serie B, finito con la mancata promozione del Pisa, l’infortunio all’attaccante e le due strade che si separano prima di ritrovarsi sotto il cielo granata.

A questo rapporto speciale e forse irrisolto visti gli ultimi veleni, va aggiunto l’antefatto che ha fatto ribollire il sangue a più di un tifoso amaranto. Sette giorni fa nella sfida con il Napoli, il tecnico granata ha risparmiato i suoi migliori giocatori con la scusa del turnover: Immobile è entrato al 56’ al posto di Barreto, mentre l’ex viola addirittura al minuto 70 per Meggiorini.

Una scelta che i suoi frutti li ha avuti contro un Livorno con il lutto al braccio e dentro agli schemi. Appena l’arbitro Russo ha fischiato l’inizio delle ostilità i due attaccanti di casa hanno iniziato a mordere gli spazi cercando di prendere in velocità quando Castellini, quando Ceccherini o Emerson. Prendiamo i primi tre minuti: Cerci si è trovato per due volte davanti a Bardi senza riuscire, però, a superare il bimbo di Salviano. Stesso esito anche tra il minuto 31 su punizione e il minuto 33 quando ancora una volta il portiere amaranto ha dovuto fare gli straordinari per negare il gol che manca da un mese e mezzo al ragazzo cresciuto in giallorosso. Ma il derby nel derby non è finito qui. A un minuto dalla fine del primo tempo, dopo un rigore negato agli amaranto, Cerci se n’è andato in contropiede sparando però sul portiere della nazionale under 21. Ma il capolavoro di “Checco” si è consumato dopo dieci minuti dall’inizio della ripresa quando con la difesa immobile il numero 11 si è trovato solo davanti a Bardi che ha deviato in angolo con la coscia.

Racconta il portiere a fine partita dopo 90 minuti di straordinari con beffa: «Dispiace della prestazione che abbiamo fatto, loro sono una grande squadra, ma noi abbiamo commesso degli errori. Dobbiamo ripartire con voglia, abbiamo sempre fatto la nostra partita. Sapevamo che il Toro gioca bene ma potevamo fare di più. L’unica cosa che non è mancata è l’impegno della squadra. Ora dobbiamo guardare alla partita di mercoledì». Contro l’Atalanta non sono annunciati ex con il dente avvelenato. Il Livorno troverà solo nerazzurri.

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