Il Tirreno

Livorno

Carica il Toro, Livorno Immobilizzato

di Alessandro Bernini
Carica il Toro, Livorno Immobilizzato

L’imbarazzante difesa del Livorno stende tappeti rossi al bomber granata. Nel finale qualche sussulto e il gol di Siligardi

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TORINO. La storia ci ha affibbiato una etichetta estremamente scomoda: se c'è una squadra in crisi, il Livorno la resuscita. Stavolta a stringerci la mano e ringraziare è il Torino che è tornato a segnare dopo 444 minuti di digiuno ed a vincere dopo quattro sconfitte. Per non parlar di Ciro Immobile, bravo per carità, ma che siamo riusciti a trasformare in un incrocio tra Messi e Neymar. Lui stesso a fine partita non si ricordava nemmeno l'ultima tripletta segnata in carriera.

Serata nera, nerissima. Ma prima di rovinarci il fegato, sarà bene togliere subito la patina di depressione. Perché il Livorno non ha bisogno di drammi, di crisi isteriche per una sconfitta, tantomeno di processi. Mancano nove giornate alla fine, il Livorno non è questo che si è visto a Torino e ora è importante puntare subito il mirino sulla partita di mercoledì a Bergamo contro l'Atalanta. Perché tanto a questo punto bisogna provarci ovunque , confidando anche nelle sconfitte delle dirette avversarie.

Purtroppo questa sembrava una occasione buona per provarci e invece il Toro ci ha asfaltato sotto ogni profilo, tattico ma soprattutto caratteriale, ed è questo che non va bene. tatticamente le squadre erano messe a specchio eppure loro erano sempre più compatti, corti, capaci di arrivare al tiro con grande facilità. Ventura ha deciso di schierare Cerci non largo ma molto vicino a Immobile, e il Livorno ha subito una quantità infinita di uno-due al limite dell'area da parte dei frombolieri granata. Guadatevi il gol del 2-0 e c’è tutto il succo della partita.

Il 3-1 finale ci sta tutto. E anzi bisogna essere onesti, se già il primo tempo fosse finito 3-0, beh, ci sarebbe stato poco da dire. Il Livorno di Di Carlo è quasi sempre sceso in campo con grande personalità, con voglia di fare la partita, con uno spirito propositivo insomma. A Torino no.

Soprattutto nella prima mezz'ora il Livorno e' stato molle, poco compatto. Pensate che al 30' il tabellino segnava sei tiri in porta per il Toro e nessuno per gli amaranto. Non può certo essere colpa della febbre che ha colpito Benassi e che ha costretto Di Carlo a inserire Duncan spostando Greco sul centrodestra, o dell'infortunio di Emerson che ha costretto Di Carlo a inserire Rinaudo.

No, questi sono accorgimenti tattici, il Livorno invece ha fatto fatica sotto il profilo della capacità di mordere la partita. Per certi versi, con Bardi bombardato a raffica nei primi 45', e' quasi un controsenso che il gol sia arrivato su calcio piazzato, con Immobile bravo a staccare sopra la testa di Paulinho.

Il Livorno ha avuto solo due segnali di vita prima di franare: un tiro dal limite di Belfodil parato alla meno peggio da Padelli, e un contropiede 3 contro 3 concluso con un tiro imbarazzante da Mesbah (ammonito e in diffida, salterà Bergamo). Poi niente. Fumosi Belfodil e Paulinho, piatto Mesbah, acerbo Piccini, perso dopo un inizio incoraggiante Greco, fragile tutta la difesa. Il Toro ha dilagato senza mai soffrire, con Di Carlo che ha provato anche le tre punte inserendo Siligardi. E proprio il buon Luca nel finale, a partita chiusa, ha trovato il sinistro del 3-1, una conclusione chirurgica dal limite dell’area che ha beffato Padelli, posizionato qualche metro fuori dai pali.

Una soddisfazione personale ma forse anche il segnale che su questo ragazzo, particolarmentre sfortunato in questa stagione, si può puntare nella volata finale che deve portare alla salvezza.

E questa e' forse l'unica nota positiva di un sabato che per il resto sarà bene mettere nel dimenticatoio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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