Lutto
«Una palestra per Cassarà...»
Il numero 1 del fioretto si allena con l’Accademia ma la società non ha un posto dove prepararsi
LIVORNO. Un club giovane, ma che ha scalato in fretta i gradini della credibilità in campo nazionale. Una storia kafkiana, quelladell’Accademia della Scherma Livorno che vanta nel suo team atleti di valore nazionale e internazionale (non è un caso che il numero uno del fioretto mondiale Andrea Cassarà abbia scelto questo club per allenarsi), rappresentando uno dei tanti gioielli dello sport livornese. Dopo quattro anni dalla sua fondazione il problema che affligge la società, è rappresentato ancor oggi dallo spazio dove allenare i propri atleti. Un aspetto non secondario. «Dopo svariate peripezie iniziali, nel dicembre del 2011 all’Accademia della Scherma fu affidata una porzione di spazio nell'area sud del Modigliani Forum - racconta in una lettera aperta la presidentessa Jennifer Cerrai -. In previsione di dare in gestione il colosso di Porta a Terra a una società privata, l'Ufficio Sport del Comune di Livorno assicurò alla società schermistica che la sua presenza all'interno dell'impianto sarebbe stata menzionata nel bando di gara con il quale si sarebbe dato in gestione il palazzetto. Purtroppo non fu così, e, se non fosse per la sensibilità e la comprensione dimostrate dalla società che oggi gestisce il Modigliani Forum, l'Accademia ne sarebbe fuori da parecchio tempo». Tuttavia, in questi giorni in cui dovranno essere apprestati dei lavori urgenti proprio nell'area ad essa dedicata, gli Accademisti sono, come accade abitualmente in occasione degli eventi (spettacoli, concerti), senza palestra.
L'assessore Maurizio Bettini, constatato il problema - si legge nella lettera firmata anche da tutti gli iscritti - passa la parola agli uffici, chiedendo ai dirigenti dell'Ufficio Sport di trovare una sistemazione per la società. Qua inizia l'Odissea delle proposte: a settembre 2013 viene indicato come struttura possibile la palestra Bosi. Ci attiviamo subito per una visita, vogliamo capire se la struttura sia idonea alla nostra attività. Effettivamente l'edificio è adatto. La premessa dell'assessore è semplice: la disponibilità dell'amministrazione c'è, ma ci viene formulata la richiesta di entrare nell'impianto in compagnia della Scuola Scherma Rigoli. Inoltre ci viene chiesto di far sì che la palestra resti agibile in orario scolastico per permettere l'attività di educazione fisica del liceo classico. Per noi le richieste dell'amministrazione sono ragionevoli, per cui non abbiamo nessun problema a dividere gli spazi con la Scuola Scherma Rigoli, inoltre, presentiamo una proposta per incassare le pedane in un apposito parquet, per poter permettere l'attività scolastica di educazione fisica agli studenti del liceo classico. L'Ufficio Sport, presente alla riunione, esprime il suo parere tecnico favorevole e ci promette nel giro di poco uno studio attento su come affidarci quegli spazi nel pieno rispetto della legge.
Fantastico, sembra fatta, ma dopo qualche giorno l'Ufficio Sport si rimangia quanto detto: dice che il liceo classico ha dato parere negativo, perché non le piace la soluzione delle pedane incassate. Hanno paura di pregiudicare l'attività. Nessuno dell'Ufficio Sport aveva parlato di parere vincolante della scuola. Vincolante, poi? L'edificio non è una struttura della scuola, è dato in uso per la sola educazione fisica. In più, la soluzione proposta per rendere fruibile la palestra alle scuole è una soluzione già adottata da altre realtà polifunzionali dei Comuni limitrofi. Perché a Livorno questa soluzione non dovrebbe andare bene? Comunque cerchiamo di andare avanti e alle obiezioni del liceo, incarichiamo una ditta specializzata in costruzioni di pavimentazioni per impianti sportivi di formulare un preventivo per l'adeguamento della superficie delle Bosi. Nel frattempo il tecnico incaricato dal Comune, il geometra Capecchi, valuta l'esigenza di dover rendere l'impianto interamente conforme alle norme di sicurezza evidenziando le attuali barriere architettoniche per i disabili e la mancanza degli spogliatoi. Ottenuto il nostro preventivo il sig. Capecchi, analizza le spese e i lavori da eseguire, calcolando che i costi sarebbero troppo alti e scoraggia qualsiasi intervento in tal senso. Per noi rimane inevasa la domanda: se attualmente la palestra non è conforme alle norme di sicurezza e presenta barriere architettoniche per i disabili, come può essere usufruita dalla scuola e dagli atleti di una società di pallavolo?».
«La seconda ipotesi proposta - continua la lettera - è stata per una stanza alla Bastia, insufficiente ad accogliere l'attività dell'Accademia che conta una settantina d'iscritti. In compenso, dimezzati gli spazi (rispetto a quelli al Modigliani Forum) raddoppiava la richiesta d'affitto. Ciò non di meno è opportuno ricordare che la stessa stanza della Bastia, già nel 2010 (quando l'Accademia della Scherma Livorno si costituì e dovette svolgere la propria attività a Navacchio), venne assegnata ad un'altra società schermistica livornese che da sempre gode di un impianto esclusivo all'Ardenza, sul quale sarebbero da chiarire quantomeno le procedure di rinnovo dell'affidamento dello stesso. In terza istanza spunta un edificio fatiscente in via Galilei, completamente da ristrutturare perché un vero e proprio rudere all'interno. Ultima soluzione proposta, in ordine cronologico (e siamo a questi giorni), una palestra spacciata da l'Ufficio Sport come fruibile fin da subito, sita in Collinaia. L'idea viene avvalorata dall'esigua spesa da sostenere per l'intervento di adeguamento. I tecnici dell'Accademia partono per un sopralluogo e per fare un'ispezione delle aree, ed effettivamente l'esito è positivo. Lieto fine? Neanche per sogno. A poche ore dall'aver comunicato il nostro interessamento alla struttura, l'Ufficio Sport ci avvisa che l'impianto è sfruttato dalle scuole e pure da una società sportiva, per cui non se ne può fare di niente. Ennesima proposta impraticabile...».
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