Gioco
Tre passi in Paradiso Affondato il Bologna in 9 contro 11
Partita pazzesca, dal 2-0 al rischio finale della beffa Ma il Livorno resiste col cuore e la spinta dei 12.000
LIVORNO. Sofferenza, esaltazione, paura, gioia, orgoglio. C'è stato tutto in questi pazzi 90 minuti, ma soprattutto c'è stata la vittoria più importante del campionato: 2-1 al Bologna giocando gli ultimi 9 minuti addirittura in 9 contro 11.
Difficile dire adesso come finirà, ma il Livorno c'è. Parliamoci chiaro: il timore era quello di trovarsi a inizio marzo col foglio di espulsione dalla serie A già in mano. Invece siamo lì, oggi quartultimi, domani magari terzultimi (ma anche no…), ma ce la giochiamo. Adesso sono 5 squadre in lotta e 2 si salvano, e attenti perché questo Cagliari a 29 non ci sembra così al sicuro.
Il Livorno è un gruppo senza fenomeni ma sta dando tutto. Con pregi e difetti, è chiaro, e la partita contro il Bologna è stato lo specchio di tutto questo. Però la squadra merita il sostegno della città, della tifoseria. E ieri è stato davvero fantastico vivere gli ultimi 10 minuti in una bolgia pazzesca. «Eravamo in 9 campo, ma con la spinta dei tifosi ci sentivamo in 11», ha confidato Mimmo Di Carlo. La salvezza si conquista anche così.
Come contro il Como. Avanti 2-0 sembrava finita, poi le espulsioni di Mbaye (80') e Emeghara (85', con rigore incorporato) ci hanno costretto a 10’ di angoscia allo stato puro.
In quei minuti abbiamo ripensato al passato, alla vittoria contro il Como del 2003 (di cui parliamo qua sotto in un servizio a parte) in 11 contro 9, ci siamo fatti forza immaginando che sotto quelle maglia amaranto ci fosse un cuore più grande dei nostri avversari. E l’abbiamo portata a casa.
L’urlo dei 12mila del Picchi è stato una liberazione. E in quell’urlo c’era felicità ma anche orgoglio. Orgoglio di avere giocatori come Paulinho che al 90’ si fa uno scatto di 30 metri per andare a difendere un pallone alla bandierina, giocatori come Emerson che al 92’ esce palla al piede dalla difesa e si getta a pelle di leopardo sulla sfera per difenderla e subire fallo, giocatori e uomini come Andrea Luci che ieri è voluto stare al fianco della squadra fin dalle prime ore della mattina.
Il piano di Mimmo. La partita è stata strana, sicuramente non esaltante se vista con gli occhi di un osservatore esterno.
Il Livorno l’ha interpretata bene nei primi 10’, poi è evaporato. Poca pressione, zero gioco sulle fasce, tanti palloni gettati via, mentre il Bologna aveva in mano il pallino del gioco ma senza far male, con Acquafresca innocuo e Cristaldo ben controllato.
In realtà Di Carlo voleva questo. Andare al riposo in partita, senza correre rischi. Perché prendere gol nei primi 45’ da una squadra che si difende sempre con 10 uomini (se non 11) dietro la linea della palla, sarebbe stato come firmarsi la condanna a morte.
«Nell’intervallo ho detto ai ragazzi che ero contento, ho detto loro di stare tranquilli perché il gol sarebbe arrivato». Così è stato, anche grazie all’innesto di Emeghara al posto dell’evanescente Belfodil. I primi 10’ del Livorno sono stati micidiali, l’uno-due di Benassi e Paulinho ha messo a nudo le fragilità di un Bologna che senza Diamanti sa solo difendersi ma non costruire gioco. Greco ha avuto anche la palla del 3-0, un paio di contropiedi potevano essere sfruttati meglio, ma nel complesso il Livorno era padrone della partita.
Purtroppo il doppio giallo di Mbaye (due cartellini in 5’, banale il secondo con un fallo di mano forse istintivo) è stato il primo campanello di allarme, timore diventato angoscia quando Emeghara in un goffo tentativo di dare una mano in difesa è andato a trattenere la maglia a un improbabile Morleo diretto verso la porta. Errore grave, gravissimo, ma che per fortuna non ha rovinato tutto.
La differenza reti. Il 2-0 ci avrebbe messo al riparo anche da un eventuale arrivo a pari punti col Bologna. Il 2-1 invece ci costringe a fare calcoli più complessi.
Il regolamento prevede che il primo criterio di valutazione sono gli scontri diretti (in parità, visto che c’è una vittoria per uno), poi la differenza reti (ancora parità, 1-0 all’andata e 2-1 al ritorno), quindi la differenza reti totale (ancora parità: -20 il Livorno e -20 il Bologna), infine le reti segnati: ed è qui che il Livorno è messo meglio visto che ha 31 reti contro le 23 del Bologna. Dato abbastanza aleatorio ad oggi ma, come si suol dire, meglio avanti noi che loro.
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