La protesta
Pisa, il trionfo è solo un’illusione
Grande primo tempo dei nerazzurri che nella ripresa sciupano tutto, il Benevento pareggia al 96’ a tempo scaduto
PISA. Alla vigilia del match, un pareggio contro la corazzata Benevento non sarebbe stato disprezzabile, visto che il Pisa era privo di due terzi del centrocampo titolare (Mingazzini e Parfait)e del superbomber Arma, oltre a doversi inventare il compagno di reparto di Goldaniga in mezzo alla difesa (Kosnic squalificato, Rozzio reduce dal trauma per una pedata di Cipriani in faccia la domenica precedente, Crescenzi ai box da un mese).
Ma per come si era messa la partita - due a zero per i nerazzurri all’intervallo, dopo un primo tempo di grande spessore - nessuno avrebbe scommesso su una rimonta dei campani. E invece, con una ripresa all’insegna del timore reverenziale per gli avversari, il Pisa ha dilapidato un patrimonio che lo avrebbe portato con un piede già nei playoff, oltretutto con la beffa di subìre il 2-2 qualche secondo oltre i 5 minuti di recupero concessi dall’arbitro Piccinini.
L’avvio di gara è stato tutto di marca toscana: il 4-3-3 di Cozza (in tribuna per squalifica, sostituito in panchina dal vice Innocenti) ha subito messo in difficoltà gli avversari, costretti presto a passare dal 4-2-3-1 a una mediana più robusta con Di Deo al centro della manovra. L’unico rammarico arrivava dalla prima, necessitata, sostituzione: Crescenzi, schierato titolare, ha retto solo 10 minuti. Ma al 20’ il Pisa era già in vantaggio: dopo avere sfiorato il gol al 19’(Forte ciabattava un involontario assist del difensore avversarioMengoni) la squadra nerazzurra beneficiava di un rigore per fallo di Signorini su Napoli, segnalato dal guardalinee Baccini dopo che l’arbitro sembrava intenzionato ad ammonire l’attaccante per simulazione. Lo stesso Napoli si dimostrava freddo e sereno dal dischetto, spiazzando ilportiere con un destro a incrociare.
E al 33’, appena dopo che Evacuo si era visto ribattere un tiro da pochi passi da Provedel in uscita (unica occasione ospite), ecco il 2-0: l’ottimo Giovinco addomesticava spalle alla porta un pallone in area, il suo tiro era murato ma appostato nei pressi c’era Forte, lesto a insaccare a fil di palo.
Nella ripresa, Brini tentava il tutto per tutto passando subito al 4-2-4 con due sostituzioni immediate. La partita cambiava in realtà ben prima del primo gol ospite: al 3’ infatti Napoli, lanciato a rete da Forte, si faceva intercettare il tiro del possibile 3-0 da Piscitelli in uscita disperata, con la palla che finiva sul palo. Da quel momento era un monologo giallorosso, col Pisa rintanato davanti alla sua area di rigore.
Al 16’ Guerra accorciava di testa, sfruttando una sponda aerea di Padella (erano i due subentrati) sugli sviluppi di un corner, e - dopo un rigore non dato a Negro al 37’ - al 50’ più qualche secondo, appena dopo che Guerra aveva sbagliato la mira da pochi passi, l’ennesimo mischia in area del Pisa portava al tiro Melara per il beffardo 2-2.
Dopo il fischio finale, l’arbitro (che aveva ammonito il già diffidato Favasuli per le inutili proteste dopo il 2-2) è stato accerchiato dai nerazzurri che hanno continuato ad inveire a lungo, dimostrando di possedere ancora delle energie che avrebbero fatto meglio a profondere, invece, contro gli avversari nei 50 minuti precedenti. E ora arriva il delicato derby esterno con il Grosseto, venerdì in notturna (diretta Raisport): per la squadra di Cozza - che tornerà dalla squalifica, diversamente da Arma - ci sarà da stringere i denti per non dilapidare il prezioso ma non infinito vantaggio sugli inseguitori.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
