Il Tirreno

Livorno

Ottobre 2003, Grauso in rovesciata...

L’incredibile precedente al Picchi, quando in 9 contro 11 fu battuto il Como

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LIVORNO. Non c'è Livorno senza pathos. Non c'è pathos senza Livorno. In nove contro undici negli ultimi, interminabili minuti dello scontro salvezza più delicato della stagione, i nostri ragazzi hanno stretto i denti e hanno chiuso a braccia alzate.

La memoria è andata alla romanzesca, epica sfida del 25 ottobre 2003 quando gli amaranto sconfissero il Como proprio in doppia inferiortià numerica. Il film di quel match è indimenticabile. Lariani avanti al 6' con Makinwa, pari amaranto con Protti al 49'. Nel secondo tempo la fabbrica di emozioni: al 2' l'arbitro Castellani espelle Ciaramitaro e sette minuti dopo anche Cannarsa.

Siamo in nove, ma quello è un Livorno d'acciaio. Non c'è Lucarelli, squalificato, ma Protti guida la squadra a un successo incredibile. Confeziona l'assist per Grauso che in rovesciata segna l'incredibile 2-1.

Poi Mazzarri alza le barricate. Fa debuttare anche il baby Del Tongo e il fortino amaranto tiene ai ripetuti assalti lariani. Fascetti, tecnico del Como inserisce tutte le punte a disposizione, ma dalle parti di Pavarini non arriva neanche la punta di uno spillo neanche durante i cinque minuti di recupero concessi dall'arbitro. Da quel giorno sono passati dieci anni e mezzo, ma il ricordo di quell'impresa è tutt'ora indelebile. Pensate: 43' minuti in nove contro undici e nel bel mezzo il gol partita segnato in rovesciata da un mediano. Al termine di quella stagione il Livorno tornò in A dopo mezzo secolo. Ieri un'altra vittoria difesa con le unghie e con i denti. Che sia di buon auspicio.(F.P.)

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