Il Tirreno

Livorno

Lucchese deludente fermata a Fidenza

di Luca Tronchetti
Lucchese deludente fermata a Fidenza

Espeche e compagni nonostante l’uomo in più per 40 minuti non sfondano il bunker dei locali e la Correggese vola a +4

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Accade quello che non t’aspetti. Contro una formazione decisamente inferiore e per quasi un tempo con l’uomo in più i rossoneri non vanno al di là di un misero 0-0 e perdono di nuovo contatto con la capolista Correggese che adesso torna a +4. Un mezzo passo falso inspiegabile perché il Fidenza merita il punto guadagnatosi sul suo terreno e nella ripresa costruisce l’occasione più nitida della gara per sbloccare il risultato e conquistare la storica impresa. È Casapieri ad ergersi a protagonista per deviare una conclusione ravvicinata del diciottenne Tosetti. E la Lucchese? Non pervenuta. Manca la solita cattiveria agonistica, il gioco di prima e la manovra avvolgente (vero che il terreno era gibboso, ma non può essere questa l’unica giustificazione) che hanno caratterizzato le prestazioni dei rossoneri nell’ultimo mese e mezzo. Neanche la disperata mossa finale con cinque punte in campo reca gli effetti sperati e alla fine il clan rossonero mastica amaro per un’occasione sprecata che potrebbe pesare come un macigno sul resto della stagione. Vero, non sempre si può vincere. Ma a preoccupare non è tanto il risultato, ma la prestazione dei singoli e quella del collettivo. Raicevic annullato da Alessandrini, Tarantino bloccato dal tignoso Messineo e Chianese braccato in ogni zona del campo dall’inesauribile Grillo. Tre mosse che annichiliscono la Lucchese apparsa - complice forse il primo caldo stagionale - stanca e confusa tanto che alla fine i tiri in porta si contano sulla punta delle dita e l’esperto portiere Artich ha dovuto effettuare due parate degne di questo nome nell’arco del match.

Ritmi lenti. Sin dall’avvio gli oltre 100 supporters giunti a Fidenza per incitare i loro beniamini si rendono conto che non sarà una passeggiata. L’ordinato 4-4-2 del mister-assicuratore Montanini non concede spazi ad Espeche e compagni con i bianconeri che si piazzano in nove dietro la palla lasciando al nibelungo Delporto tutto il peso offensivo. Evidentente l’intento di portarsi a casa un pareggio fondamentale in chiave playout. La Lucchese cade nella trappola degli emiliani. E nel primo tempo crea soltanto un paio di occasioni su calci da fermo. Ritmo lento, idee poche e confuse. Il peggior primo tempo del girone di ritorno.

Cinque punte. Nella ripresa ti aspetti una Lucchese più vivace e arrembante. Specie dopo l’ingenua espulsione del colored Bandaogo (già ammonito della prima frazione) che getta la palla in tribuna per perder tempo. Nonostante l’uomo in più le occasioni si contano sulle dita di una mano. E l’ingresso di altre tre punte (Caboni, De Luca e Papini) serve solo a generare confusione. Così non va. E la sfida con la Virtus Castelfranco diventa decisiva in chiave promozione.

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