La protesta
La Signora killer scansa la trappola e scappa col tesoro
A Marassi Juve in affanno, Calaiò la grazia dal dischetto E all’89’ scatta il castigo: punizione magica di Pirlo
GENOVA. E’ stanca e acciaccata, sicuramente non ha la cera dei giorni migliori. Ma è pur sempre la Signora omicidi e a Marassi ne dà l’ennesima dimostrazione: soffre a lungo, rischia un colpo da ko a più di metà secondo tempo, eppure alla fine esce anche da Genova con i tre punti e un altro bel pezzo di scudetto in mano. O che sia l’istinto killer che ha nel dna, o che sia qualche prodezza dei suoi campioni, la Juventus è inaffondabile, perlomeno sullo scenario del campionato.
Una magistrale “maledetta” di Pirlo al 44’ del secondo tempo ha firmato una vittoria insperata e se vogliamo immeritata: il Genoa aveva bloccato la Juve sfiorando e sognando il colpaccio ma Buffon ha ipnotizzato Calaiò parandogli un rigore tirato come peggio non si poteva (perché Gasp abbia incaricato lui è un piccolo mistero) e disinnescando sul nascere una possibile crisetta bianconera. Poi ci ha pensato il regista a tirare fuori dal cilindro una delle sue più belle e magiche punizioni.
A Marassi è stata una battaglia dura, come si prevedeva. E nella lotta senza quartiere che si è instaurata in mezzo al campo, ci ha rimesso la Juventus, che non è riuscita ad avere superiorità, anzi ha corso qualche pericolo, anche se un gol annullato a Osvaldo era probabilmente valido. Il giovane Sturaro, Matuzalem e Antonelli sono stati i migliori nella prima parte della gara fra i rossoblù, mentre Caceres e Pogba hanno fatto le cose migliori fra i bianconeri; nella ripresa i rossoblù sono apparsi ancora combattivi, la Juve ha fatto registrare una flessione e ha sucitato (o meglio confermato) qualche dubbio sul suo stato di salute, ma poi ha trovato il gol della vittoria che risolve tutti i problemi e annulla tutte le chiacchiere, perlomeno per quello che riguarda lo scudetto.
Conte, privo di Tevez, lo ha rimpiazzato con Osvaldo (maluccio), riportando Pirlo al timone; in extremis pure Barzagli ha dato forfait, lo ha discretamente sostituito Caceres. L’aggressività del Genoa ha impedito alla Juve nelle prime battute di prendere in mano il comando delle operazioni. I rossoblù son partiti bene e Buffon ha spesso avuto la palla per le mani. Nente pericoli veri, però. I toni agonistici sono apparsi subito elevati. Insomma, gran correre, scontri, tentativi di andare in avanti, ma nessuna vera palla-gol.Un colpo di testa scomposto di Bertolacci ha fatto gridare al rigore per un intervento di Lichtsteiner che lo ha toccato con le gambe, sbilanciandolo. Al 40’ Pogba in contropiede ha messo Osvaldo in condizione di andare a segno, Mazzoleni ha annullato per un offside molto discutibile.
Stessa musica, più o meno, nella ripresa. All’11’ tuttavia il Genoa ha avuto due grandi occasioni per segnare: Antonelli si è fatto largo in area e ha poi tirato, ma Buffon ha respinto e la palla è finita dalle parti di Motta, sulla destra: il tiro dell’esterno rossoblù è finito a lato. Più incisiva la squadra di Gasperini che ha poi sostituito lo stanco Gilardino con Calaiò, il quale cinque minuti dopo l’ingresso in campo si è trovato sul piede il match-ball sotto forma di un penalty per un fallo di mano di Vidal su cross di Motta da destra. Ma ha tirato debole e centrale, in bocca a Buffon. Mai perdonare la Signora omicidi...
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