Il Tirreno

Livorno

In 12mila al Picchi per uscire dalla zona calda

di Gianni Tacchi
In 12mila al Picchi per uscire dalla zona calda

Dalla gioia per il doppio vantaggio alla paura. E nella Nord il ricordo le vittime di violenze e soprusi

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LIVORNO. Prima Emerson, poi Paulinho, quindi Di Carlo. In settimana – per superare l’ostacolo Bologna – l’ambiente amaranto aveva chiesto l'aiuto del pubblico, che puntualmente è arrivato. Oltre 12mila spettatori al Picchi, una colonna sonora magnifica che ha accompagnato il Livorno al successo.

Perché nei 3 punti conquistati dagli amaranto c’è la voglia della città, c'è la spinta dell’Ardenza, c'è il cuore dei tifosi, c'è la voce della Nord.

Accoppiata per la salvezza. La carica del Picchi si sente subito nei primi 10 minuti, quando il Livorno attacca e costringe i rossoblù a restare nella loro metà campo. Ma il “Noooo” dopo l’occasione fallita di testa da Paulinho resta l’unico sussulto di un primo tempo buio, noioso e povero di emozioni. Nella ripresa la musica cambia. Il coro “Tirate fuori i c…, fuori i c…” viene subito spento dal diagonale chirurgico di Benassi, che accende il pubblico amaranto. La curva salta, canta e trascina tutto lo stadio. E la squadra risponde con il raddoppio di Paulinho, che festeggia sotto la Nord. Ecco l’accoppiata necessaria per costruire la salvezza: cori e applausi dagli spalti, gol e punti dal campo. Poi la sofferenza dopo il rigore di Christodoulopoulos.

Ma il Livorno, in 9 contro 11, trova nei tifosi la forza per resistere. E i fischi durante l’ultimo possesso palla rossoblù lo confermano. L’esplosione arriva al triplice fischio di Bergonzi, che lega gli amaranto e i 3 punti dopo un mese esatto (16 febbraio, 2-1 a Cagliari).

Striscioni in curva. E nella Nord spuntano anche tanti striscioni. Da “Berkin Elvan vive”, riferito al ragazzino turco di 15 anni morto (dopo 9 mesi di coma) per essere stato colpito alla testa da un lacrimogeno della polizia durante le rivolte di Gezi Park dello scorso giugno, a “Dax odia ancora” per il ragazzo ucciso 11 anni fa da alcuni giovani di estrema destra.

Ma la curva non si ferma qui. Perché ricorda («Impossibile scordarti, un dovere ricordarti. Ciao France») e incoraggia («Forza Saimon, tieni duro. Siamo tutti con te»). E trascina gli amaranto fuori dalla zona retrocessione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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