Gioco
«Non subire gol è il primo obiettivo»
Mimmo Di Carlo disegna il match e chiede 15 punti in 11 gare
LIVORNO. Partita decisiva? «No, importante come le successive 10». Dentro o fuori? «Macchè, il campionato è ancora lungo». Un solo risultato a disposizione? «Non sono d’accordo». Mimmo Di Carlo mette il Bologna nel mirino, ma toglie pressione al gruppo e non vuole sentir parlare di finale.
Poi ammette: «Non vinciamo da un po’ di tempo, sarebbe bello ritrovare i 3 punti domani (oggi, ndr). Ma in settimana ho trasmesso ai ragazzi un nuovo messaggio…».
Quale?
«Mi piacerebbe non prendere gol, ma questo non significa restare chiusi. L’atteggiamento dovrà essere ancora propositivo, anche perché la nostra forza è in attacco, dove abbiamo grandi qualità. Ma per sfruttarle, nelle ultime partite, siamo stati costretti a concedere qualcosa».
Quindi in questi giorni hai lavorato sull’equilibrio?
«Esatto, perché a volte andiamo avanti con troppi giocatori e lasciamo spazi alle ripartenze degli avversari. Per mantenere l’equilibrio, quando si attacca, servono 5 elementi davanti e 5 dietro, anche se poi tutti devono aiutare in fase difensiva».
Insomma, ingredienti necessari per superare il Bologna.
«Attenzione, in trasferta è una squadra tosta e compatta, che difende bene. Dovremo attaccare con intelligenza su entrambe le corsie, cercando così di aprire la retroguardia rossoblù. Saranno importanti i movimenti a turno dei centrocampisti. Sarà una partita tattica».
E delicata.
«Sono fiducioso. Dovremo essere lucidi, concentrati e tranquilli. La voglia di vincere farà la differenza. Ma saranno decisivi anche gli episodi. Che, prima o poi, gireranno dalla nostra parte».
Ti riferisci ai due autogol con la Sampdoria?
«Sì, ma anche al rigore non dato su Greco. A Genova siamo stati puniti da errori dei singoli, non di squadra. Ecco, noi dobbiamo andare oltre questi sbagli».
Perché, nel Bologna, la partenza di Diamanti non si è ancora fatta sentire?
«Il gruppo si è responsabilizzato. Tutti sanno di dover dare qualcosa in più».
Novità in formazione?
«Probabilmente no, anche se è dura lasciare fuori certi giocatori. Ma abbiamo 7 diffidati e ci sarà spazio per tutti».
Quanto conta la carica del pubblico in queste gare?
«I tifosi sanno che è un match importante, quindi cercheranno di spingerci verso il successo. Poi, come con il Sassuolo, ci saranno circa mille bambini delle scuole calcio. E questo, per la mia idea di sport, è bellissimo».
Prima le dichiarazioni di voler vendere la società, poi il silenzio: ti senti abbandonato da Spinelli?
«Ma stiamo scherzando? Assolutamente no. Lui e Capozucca sono stati i primi a trasmettermi entusiasmo quando sono arrivato qui. Comunque lunedì l’ho sentito ed era arrabbiato, proprio come tutti noi. Dobbiamo trovare le cose positive in ogni situazione, poiché la negatività porta solo alibi e debolezze. E il primo tempo con la Samp ha dimostrato che il Livorno c’è».
Ma qual è la quota salvezza?
«Credo 36 punti. E ci arriveremo».
Quindi servono 15 punti in 11 partite.
«Sì, c’è tutto il tempo per raggiungere questo obiettivo. Adesso è importante restare tutti uniti, dal presidente ai tifosi. Dobbiamo arrivare all’ultima giornata con la possibilità di salvarci. Servirà pazienza, ma anche un pizzico di fortuna».
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