Gioco
Un’altra caduta e sfuma il podio
Paralimpiadi di Sochi: ancora sfortuna per l’azzurro Daldoss nel supergigante
Nessuna medaglia per l’Italia nella seconda giornata di gare alle Paralimpiadi di Sochi. L’occasione più ghiotta l’ha avuta ancora una volta Alessandro Daldoss, caduto a poche porte dal traguardo quando si stava giocando il podio nel supergigante della categoria Visually Impaired. «È davvero un peccato, perché a differenza della discesa di sabato, stavolta eravamo partiti molto più convinti. Abbiamo dato tutto e gli intertempi lo testimoniano - ha commentato Daldoss -. Abbiamo spinto moltissimo, pensando che così va affrontata una Paralimpiade e così può capitare di cadere. Però lo spirito è quello giusto, da portare avanti nelle altre gare». Terminate le prove veloci, Daldoss avrà altre tre occasioni per inseguire il podio nella supercombinata (domani), nello slalom (giovedì) e nel gigante (sabato). L’altoatesino Hansjoerg Lantschner ha chiuso 14º nel Super-G Standing, categoria in cui non è partito Christian Lanthaler, viste le precarie condizioni della pista che anche ieri hanno causato parecchie cadute.
Nello sci di fondo, il miglior piazzamento è stato di Enzo Masiello, settimo nella 15 km Sitting dominata dalla Russia, capace di salire su tutti e tre i gradini del podio con Petushkov, Zaripov e Davidovich. «Speravo di fare qualcosa di meglio, ma i migliori sono andati davvero fortissimo, mentre io patisco sempre un po’ la prima gara in una Paralimpiade - ha dichiarato il 45enne lucano, che a Vancouver 2010 aveva colto il bronzo sulla stessa distanza -. Ora preparò al meglio le prossime fatiche e penso di potermela giocare soprattutto nella 15 km di biathlon di venerdì: dovrò sciare come so e sparare come ho fatto questa stagione in Coppa del Mondo per cercare di restare vicino ai russi». Sedicesimo posto per Roland Ruepp e 21º per Giordano Tomasoni.
Nella 12 km Sitting femminile, invece, è arrivato il primo oro dell’Ucraina, grazie a Ludmila Pavlenko, che l’ha dedicato alla sua nazione: «La situazione politica è molto difficile in questo momento e sono molto preoccupata per la mia famiglia che è là a tenere duro mentre io sono qui a gareggiare». È scesa in pista anche l’azzurra Francesca Porcellato, al debutto nella sua nona Paralimpiade tra estive ed invernali. Per la veneta è stato un test in vista della sprint di mercoledì, di cui è campionessa paralimpica uscente: «Volevo fare la 12 km per togliermi quelle paure e quelle tensioni che si possono avere in una manifestazione come questa».
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