Gioco
La partita da batticuore di Castellini
«Che emozione il ritorno al Ferraris. Loro forti, ma con questo Livorno è dura...»
LIVORNO. Quando arrivò a Livorno, circa un mese e mezzo fa, trovò una situazione incredibile: il passaggio da Perotti a Di Carlo, il clima infuocato, la protesta della curva Nord. Ma oggi, Paolo Castellini, ha vinto la sua scommessa. E gli amaranto sono tornati a sognare la salvezza: «Sono contento – ammette il difensore bresciano – c’è un’aria diversa rispetto ai primi giorni. È un momento positivo, ma l’obiettivo è ancora distante. Spero di vivere i prossimi mesi come queste settimane. Perché qui, al di là dei minuti che gioco, mi sento protagonista. E voglio la salvezza».
Paolo, la fase decisiva si apre domenica con la Samp, una delle squadre più in forma del campionato.
«Sì, a Genova troveremo una formazione in salute, che ama giocare e fare la partita. Ma noi siamo pronti».
Mihajlovic ha conquistato 22 punti in 14 gare per una media (1,57) più che doppia rispetto a Rossi (0,75): tu hai vissuto entrambe le fasi, ma che cosa ha portato il tecnico serbo?
«Mihajlovic ha dato un’impronta significativa al gruppo, cambiando la mentalità e trovando subito risposte importanti. Ha puntato sull’aggressività e sul pressing alto, caratteristiche che mancavano all’epoca di Rossi. E ha dato fiducia a tutti».
Occhio soprattutto al reparto avanzato: Gabbiadini, Eder, Maxi Lopez, Okaka…
«Ora la Sampdoria gioca con una linea di 3 trequartisti (dove trovano spazio Gabbiadini ed Eder, ndr) alle spalle di una prima punta (Okaka o Maxi Lopez, ndr). E tutti sono pericolosi: Eder, per esempio, è fortissimo palla al piede».
Sei emozionato per il ritorno al Ferraris?
«Sì, la società blucerchiata mi ha dato tanto. Per me sarà una giornata particolare».
Qual è la ricetta giusta per la salvezza?
«Intanto pensare partita per partita. Poi, in campo, dobbiamo stare compatti: questo significa difendere con tutti gli uomini dietro la linea della palla ed essere pronti a ripartire».
Chi, tra i compagni, ti ha colpito di più?
«Ceccherini, senza togliere nulla agli altri. Lo avevo notato lo scorso anno in serie B, poi ho visto da vicino le sue qualità quando sono venuto qui con la Samp. È giovane e può crescere ancora. Insomma, il futuro è suo».
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