Il Tirreno

Livorno

La Lucchese cala l’asso Raicevic e vince

di Luca Tronchetti
La Lucchese cala l’asso Raicevic e vince

Quinto successo consecutivo per i rossoneri a San Colombano maturato nel finale con l’ingresso del corazziere slavo

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La Lucchese non si ferma più. Sul piccolo e insidioso campo di San Colombano al Lambro - dove sinora soltanto Correggese e Fortis Juventus avevano portato via l’intera posta - conquista la quinta vittoria consecutiva, nona in trasferta, resta a due punti dalla capolista, ma soprattutto pesca l'asso in grado di cambiare volto alla stagione: Pilip Raicevic. Il montenegrino naturalizzato belga che per problemi di transfert non giocava da quasi due anni dopo che sulle sue tracce si erano mossi, senza riuscire a tesserarlo, società come il Chievo e il Carpi è stato indiscutibilmente l’uomo-partita. Un gigante - 20 anni e un metro e novanta di altezza - che non c'entra nulla con la serie D e che in un quarto d'ora si fa ammirare per classe, potenza e determinazione. E' lui a regalare tre punti al platino alla Lucchese al termine di una partita emozionante e ricca di colpi di scena con i lombardi mai domi e in grado di riacciuffare per due volte la seconda della classe che non è apparsa irreprensibile in fase difensiva. Un under (Raicevic) che si muove come un over: fortissimo di testa, bravo tecnicamente e aggressivo in fase di non possesso palla. Mettendo minuti nelle gambe potrebbe essere il giocatore ideale per spingere Pagliuca a passare dal 4-3-1-2 al 4-3-3 con il centravanti slavo in mezzo e Caboni e Tarantino ai suoi fianchi, un super centrocampo di qualità e quantità con Nolé, Aliboni e Chianese, due centrali di categoria come Espeche e Calistri e gli altri under piazzati in porta (Casapieri) e sulla linea dei terzini (Zinetti o Azzolin a destra, Terlino a sinistra). Da quanto si è visto in terra lombarda adesso il gap con la Correggese è praticamente annullato e le ultime nove partite saranno da vivere con grande intensità.

Botta e risposta. Contro i bluegrana è Chianese a menare le danze ad inizio gara. Il folletto rossonero per due volte entra in area e viene atterrato dai centrali locali. Nel primo caso l'arbitro perdona, nel secondo bastona. Ed esattamente come all'andata capitan Aliboni realizza il gol (stavolta su rigore) che porta in vantaggio la Lucchese. Ma la gioia dura un quarto d'ora. E anche stavolta è un calcio da fermo a riequilibrare la partita. Punizione del «Bano» per un dubbio fallo dal limite e il solito Odi - in gol anche al Porta Elisa - di testa sbuca tra una selva di difensori e infila nel sette alla sinistra di Casapieri. La gioia dei rossoblu dura nove minuti. Poi una grossolana ingenuità del tandem Ioance-Colombi consente a Tarantino di recuperare una palla destinata sul fondo con i centrali locali che non trovano di meglio che stendere la punta in area. Secondo rigore della giornata (come a Chioggia) con Tarantino che dal dischetto realizza il dodicesimo sigillo stagionale.

Rischio harakiri. Nella ripresa invece di controllare come si conviene a una squadra di vertice, la Lucchese trova il modo di farsi male da sola. Un inutile fallo di mano di Aliboni in area di rigore su una rimessa laterale consente a Colombi di pareggiare dal dischetto. Il 2-2 rischia di gettare alle ortiche una stagione consentendo alla Correggese di tornare a +4. E in quel frangente risultano decisivi i cambi di Pagliuca. Dentro l'artiglieria pesante - il fisico De Luca e il corazziere Raicevic - e la partita cambia volto. Bastano 5’ all'Ibrahimovic rossonero per svettare di testa più in alto di tutti e mettere in cassaforte il risultato su preciso corner dell’inesauribile Tarantino. Il forcing finale del Bano è generoso quanto inutile e quando Casapieri con un balzo felino devia sopra la traversa una tiro cross di Cattaneo al quinto di recupero si capisce che è fatta. La Correggese deve fare attenzione perché la Lucchese sta arrivando.

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