Gioco
L’Aquila vola nel deserto Viola Fiorentina spenta e senza idee
La Lazio passa con il gol di Cana, realizzato in uno stadio mezzo vuoto per la protesta del tifo Gli uomini di Montella pericolosi solo nel finale, ma Marchetti è super: il posto-Champions si allontana
FIRENZE. La Lazio dimentica le delusioni europee espugnando Firenze in uno dei due posticipi della 26/a giornata di Serie A. Una grande rete di Cana dopo pochi minuti permette ai biancocelesti di avere ragione di una Fiorentina scesa in campo con il dente avvelenato dopo le recenti polemiche arbitrali.
La squadra di Vincenzo Montella, costretto ad assistere al match dalla tribuna per squalifica, riesce a rendersi pericolosa solo nella seconda metà della ripresa, contro una Lazio ordinata e sempre lucida.
I viola sono costretti ad incassare così il secondo ko consecutivo tra le mura amiche dopo quello subìto contro l’Inter. Un passo falso pesante, alla luce del pareggio del Napoli a Livorno, che piuttosto che essere braccato dalla Viola si ritrova a gioire per un punto guadagnato. Sorridono anche i biancocelesti: per la Lazio la zona Europa League è distante solo tre punti.
Nelle fila viola è Ambrosini a fare le veci dello squalificato Borja Valero a centrocampo. In difesa, sulla fascia sinistra, si rivede Pasqual. Matri è l’unica punta davanti al duo Cuadrado-Joaquin, con Mario Gomez pronto a subentrare. Reja sceglie invece per il suo attacco Perea e lascia in panchina Klose, così come Mauri.
Come annunciato nei giorni scorsi, i tifosi viola lasciano gli spalti dello stadio Artemio Franchi vuoti per i dieci minuti iniziali, in segno di protesta. Perdendosi così il vantaggio fulmineo della Lazio. Sono passati appena cinque minuti quando Cana, approfittando di un pasticcio difensivo di Rodriguez sugli sviluppi di un corner, batte Neto con una grande acrobazia.
E i biancocelesti potrebbero già raddoppiare un minuto dopo con un gran destro di Candreva: stavolta però il portiere di casa riesce ad intervenire, deviando in angolo.
Ci mette un po’ la Fiorentina a riprendersi dall’avvio sprint dei biancocelesti. Poi, spinta anche dall’inizio del tifo sugli spalti, la Viola gradualmente aumenta la pressione a caccia del pareggio. È evidente, però, come manchi la concretezza negli ultimi metri, e la difesa di Reja ha buon gioco nel contenere.
I ritmi non sono elevati e le emozioni scarseggiano. Prima dell’intervallo c’è un nuovo brivido per i viola, salvati dalla traversa: a centrarla è Konko, deviando il cross al bacio di Candreva dalla sinistra.
Nella ripresa Montella vuole stringere i tempi e consiglia così al vice Russo, in panchina, di gettare nella mischia contemporaneamente Mario Gomez e Anderson.
Poi è Matri, opaco, a lasciare il campo per il giovane Wolski, ma è la squadra capitolina ad andare vicinissima al raddoppio con una combinazione Onazi-Perea fermata in uscita da Neto.
L’orgoglio della Fiorentina produce due ghiottissime occasioni nel finale, entrambe sventate da un Marchetti in versione saracinesca: il portiere biancoceleste prima è bravissimo sul sinistro da fuori area di Anderson, poi compie un intervento ai limiti del miracoloso sulla torsione di testa di Aquilani.
L’ultimo brivido della sfida del Franchi è portato da un rasoterra di Mati Fernandez, ma la palla scorre alla destra di Marchetti. La Lazio resiste all’assedio e torna a Roma con l’intera posta.
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