Il Tirreno

Livorno

«Serve sfrontatezza per fermare una big»

di Gianni Tacchi
«Serve sfrontatezza per fermare una big»

Di Carlo: Emerson torna dietro, Belfodil sta crescendo molto

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LIVORNO. È il momento di mostrare il lato «spietato e cattivo», è il momento di essere «sfrontati e istintivi», è il momento di «mettere giù il freno a mano e accelerare». Il fucile Di Carlo è carico e ha 13 cartucce da sparare per la salvezza: con la prima cercherà di fermare il Napoli. «Affronteremo una grande squadra – spiega il tecnico amaranto – ma non rinunceremo certo ad attaccare: stare chiusi e ripartire non è né nella mia idea di calcio né nel dna di questo gruppo. Il Livorno c’è, ci crede e vuole provare il colpaccio».

Anche per riscattare il ko con il Verona.

«Esatto. Domenica scorsa la squadra non mi è piaciuta né nel primo tempo né in avvio di ripresa. Abbiamo sbagliato soprattutto le scalate. E dobbiamo capire che, quando andiamo in svantaggio, non dobbiamo scoprirci subito per cercare il pareggio, ma evitare i rischi e crescere piano piano».

Qual’ è il punto debole del Napoli?

«Gli azzurri attaccano molto, ma concedono anche qualcosa. Ecco, dovremo essere spietati quando si presenteranno certe occasioni. Ma serviranno anche altre caratteristiche».

Quali?

«Il coraggio e la sfrontatezza di fare risultato con una big. Inoltre dovremo essere istintivi per far saltare il banco».

Come giudichi il lavoro di Benitez?

«Sta facendo benissimo. È andato a Napoli dopo l’ottima gestione Mazzarri e ha cambiato tutto: modulo, giocatori e mentalità. Insomma, ha stravolto un progetto. E ha ottenuto subito risultati positivi».

Però gli azzurri, con le piccole, hanno avuto qualche difficoltà.

«Ora non è più questione di piccole. Nelle ultime partite di una stagione tutte possono vincere con tutte».

Credi a un Napoli stanco dopo la sfida di giovedì in Europa League?

«Le grandi squadre superano questo fattore con la qualità».

Giocare alle 18.30 può creare qualche problema?

«Meglio alle 18.30 che alle 12.30».

Bardi, Emerson, Mesbah, Emeghara e Paulinho sono diffidati e rischiano di saltare la trasferta con la Samp: farai qualche calcolo?

«No, ogni incontro è importante».

Passiamo alla formazione: confermerai il classico 3-5-2? «Abbiamo provato varie soluzioni, compresa la difesa a 4. Sicuramente Emerson giocherà dietro, dove ha fatto vedere le cose migliori».

L’infortunio di Luci apre anche il rebus playmaker: chi ha le caratteristiche giuste per giocare in quella posizione?

«Tutti i nostri centrocampisti centrali, pur essendo diversi, possono coprire quel ruolo. Anche Duncan, che è in crescita e sta acquistando fiducia. Ecco, lui potrebbe essere una sorpresa davanti alla difesa». Belfodil è pronto per partire dal primo minuto?

«Sta bene e sta migliorando sensibilmente. Tutti stanno vedendo i suoi progressi in allenamento. Ma sono soddisfatto di come stanno lavorando tutti i nostri attaccanti».

E infatti sotto la tua gestione sono arrivate 10 reti in 5 gare.

«Esatto, solo con il Genoa non siamo riusciti a segnare, colpa anche della sfortuna. Davanti siamo convinti e determinati: attacchiamo gli spazi e la profondità, riuscendo spesso a finalizzare il gioco».

In difesa, invece, le cose non funzionano così bene. «Non è un problema di reparto, ma di squadra. Nella fase di non possesso dobbiamo essere più attenti. E dobbiamo evitare di prendere gol da ripartenze e da palle inattive, perché derivano da scarsa concentrazione».

Mimmo, si entra nell’ultimo terzo della stagione: adesso serve uno scatto importante?

«Dovremo restare attaccati al carro fino all’ultima giornata, che secondo me sarà decisiva. Servono 4, 5 o 6 vittorie. Dobbiamo però gestire con maggiore lucidità i momenti critici».

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