Gioco
Da Zoeggeler a Matt, i podi dei grandi vecchi nell’edizione dei giovani
SOCHI. I podi dei vecchi, gli ori degli “esuli”, lo strapotere Olanda sui pattini e quello della Russia nel medagliere finale. Alle spalle le polemiche sulla legge antigay, i timori sulla sicurezza,...
SOCHI. I podi dei vecchi, gli ori degli “esuli”, lo strapotere Olanda sui pattini e quello della Russia nel medagliere finale. Alle spalle le polemiche sulla legge antigay, i timori sulla sicurezza, in mezzo, a due passi, la strage in Ucraina e quell'oro al collo delle ragazze del biathlon dedicato ai morti di Kiev.
Quindici giorni di Giochi e di mondo, che si è ritrovato a Sochi, in un non luogo, col mare alla base e i monti sullo sfondo, con strade, impianti da sogno, ma senza città: in un grande Truman show in cui a portare la vita ci hanno pensato gli atleti e una macchina che faceva paura alla vigilia e che alla fine ha rodato senza intoppi, nonostante la spinta al boicottaggio, se non altro istituzionale, contro le norme omofobe del governo di Putin. Sono stati i Giochi dei giovani, di discipline nuove, di specialità miste: ma anche dei grandi vecchi. A metà quelle di Evgeni Plushenko: lo zar dei pattini si prende l'oro nel nuovo team event, ma nella prova individuale si arrende alla schiena. E per un big costretto al forfait ce ne sono stati tanti capaci di battere anni e rivali: uno su tutti Armin Zoeggeler, il volto dell'Italia che non cede. A 40 anni ha fatto il portabandiera e alla sesta Olimpiade ha vinto la sesta medaglia di fila. Mario Matt, 35 anni e tre mondiali, sul podio olimpico non ci era mai salito: lo fa a Sochi, nello slalom, gara che chiude lo sci alpino. Se ne va con due ori anche Ole Ejnar Bjoerndalen, norvegese, re del biathlon, 40 anni e atleta più decorato (con 13 medaglie) nella storia delle Olimpiadi invernali. Sochi, i Giochi delle triplette d'oro: quella di Marit Bjoergne, resta la prima donna del fondo. Cartolina anche per Darya Domracheva, dalla Bielorussia, imbattibile nel biathlon. E per Victor An, coreano di nascita, acquisto prezioso della federazione russa: a 28 anni quello che era uno scarto per Seul è diventato un gioiello a Mosca, 3 ori e un bronzo è il numero uno dello short track. Si è fermato a due, ma ha fatto sempre grandi i padroni di casa, Vic Wild: americano che grazie al matrimonio con Alena Zavarzina, ha preso la nazionalità russa. Un tris di medaglie anche per l’azzurra Arianna Fontana, l'argento di chi sa cadere e risalire. E poi il monopolio olandese nel pattinaggio di velocità (oltre il 70 per cento delle medaglie assegnate a Sochi sono orange).
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