Il Tirreno

Livorno

«Serve tanta fame e più intelligenza»

di Fabrizio Pucci
«Serve tanta fame e più intelligenza»

Di Carlo: partita come le altre, non lasciamo spazi al Verona

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Di Carlo arriviamo alla sfida con il Verona senza il capitano, ma con l'autostima alta...

«Sì. I risultati aiutano a conquistare fiducia nei nostri mezzi, ma da soli non bastano. Il nostro è un percorso a ostacoli. La salita è ancoa lunga. La affronteremo senza Andrea che è la nostra anima. Lui ha vinto tante battaglie. Tutti noi lo aiuteremo anche in questa. Nel frattempo ogni domenica dovremo farci trovare pronti sul piano tattico e delle motivazioni.

Cercheremo di sostituirlo anche se non c'è nessuno con le caratteristiche specifiche di Luci».

Il Verona non è un avversario tanto malleabile. Qual è il modo migliore per affontarlo?

«Rispettiamo l'Hellas. Sta facendo un grande campionato. Complimenti a Mandorlini. E' un tecnico capace. Per lui parlano i risultati che ha ottenuto. E' sempre bello e difficile affrontarlo perché tatticamente è molto preparato. Ci saranno mosse e contromosse. Io però guardo al mio Livorno. Mi interessa l'atteggiamento. Esigo coraggio, voglia e un pizzico di intelligenza in più rispetto al solito per capire quando è il momento giusto di colpire ed evitare di concedere spazio perché il Verona in campo aperto è micidiale».

E' una partita molto attesa per mille e più motivi. La squadra ha avvertito il clima di tensione?

«No. Ho fatto un appello ai miei giocatori che devono considerare questa gara al pari di tutte le altre. So che il Verona suscita «calore» qui a Livorno, ma tutti devono aiutare la squadra affinché dia il meglio di sé. Gli altri fattori non li prendo in considerazione».

E' il momento di dare continuità ai risultati. Come si fa a tenere sempre la squadra sulla corda?

«Ho detto ai ragazzi che devono avere più fame degli altri. Senza questo atteggiamento facciamo fatica a vincere con chiunque. E' questo il primo passo per continuare a proporre buon calcio e fornire ottime prestazioni».

Domanda di rito. Belfodil?

«E' con noi da tre settimane. Ora deve andare in campo e giocare. In questi giorni ha sopportato bene i carichi di lavoro. Lo metteremo dentro al momento opportuno».

Qual è la chiave tattica del tuo Livorno?

«Le due punte sono il nostro fulcro perchè se vogliamo salvarci non è sufficiente difenderci bene. Se gli attaccanti accorciano e dànno punti di riferimento e anche profondità alla squadra, allora possiamo esprimere il nostro gioco migliore. Altrimenti, se ci allunghiamo è probabile che si vada in sofferenza».

Torniamo a parlare del Verona. E' molto pericoloso sui calci piazzati. Hai lavorato anche su questo aspetto in settimana?

«E' una valutazione corretta. Hanno giocatori molto pericolosi come Toni, Marques e Moras. Ma io faccio un ragionamento diverso: non dobbiamo subire la partita. Dobbiamo farla per cui, magari, saremo noi ad aver più possibilità da palla inattiva».

Venerdì è tornato il presidente. Un bel segnale, vero?

«Senza dubbio. Tra l'altro ha detto una cosa che mi ha trovato perfettamente d'accordo».

Quale?

«Belin, siete stati bravi, ma non abbiamo ancora fatto nulla. E' proprio quello che penso anch'io. La strada è ancora lunga. E' chiaro che la sua presenza ci ha fatto piacere. L'impresa della salvezza va compiuta tutti insieme. C'è bisogno del massimo coinvolgimento di tutte le componenti, della massima aggregazione. Se l'esempio proviene dal presidente è ancora più importante. Noi facciamo la nostra parte e siamo pronti a dar battaglia con l'atteggiamento mostrato in questo mese e grazie alla disponibilità che i ragazzi, Luci in testa, mi hanno dato fin dal primo giorno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web