Il Tirreno

Livorno

«Grazie Livorno, siete sempre unici»

di Fabrizio Pucci
«Grazie Livorno, siete sempre unici»

Le prime parole di Andrea Luci dopo l’infortunio. «Ho visto un affetto incredibile, tornerò e intanto sarò il primo tifoso»

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LIVORNO. Domenica il suo grido di dolore ha squarciato l'aria primaverile di Cagliari. Due giorni dopo l'infortunio più serio della sua carriera Andrea Luci è tornato a parlare, ma stavolta non ha avuto bisogno di urlare. Anzi. Purtroppo per rompere il silenzio gli è stata sufficiente poca voce. Gli occhi da bravo ragazzo sono velati di tristezza.

La squadra è tornata con la testa sopra il pelo dell'acqua dopo mesi di apnea e proprio sul più bello il capitano è costretto ad abbandonare la sua 'vecchia ciurma' che adesso navigherà senza di lui fino al termine del campionato. Nelle prime quarantott'ore dopo il crac del suo ginoccho sinistro Luci ha iniziato l'opera di metabolizzazione dello choc emotivo.

È il primo passo compiuto sulla strada della risalita. Da dietro, lo spingerà una tifoseria che lo ha adottato fin da primo giorno (luglio 2010) e che non ha mai mancato di dimostrargli affetto e riconoscenza. Anzi, questi sentimenti con il tempo si sono consolidati al punto che Andrea è considerato uno di famiglia e il dispiacere per il suo infortunio è stato spontaneo e collettivo.

Grazie Livorno. Il primo pensiero di Andrea è proprio per i tifosi, quelli che novembre, il giorno della partita interna con la Juventus esposero uno striscione di sessanta metri con cui si schierarono al suo fianco nella battaglia contro la Fop: «Li ringrazio ancora una volta - dice - perché di nuovo mi sono vicini e certe cose restano. Da domenica sono stato tempestato di telefonate e messaggi da parte degli sportivi e anche da gente comune. Ho una motivazione in più per tornare».

Morale basso. Il capitano non usa giri di parole. La gente di Livorno lo apprezza perché oltre ad essere un calciatore di alto livello, è un uomo vero: «Purtroppo ho preso una bella mazzata - dice con amarezza - e sono ancora un po' abbattuto. Pensate che non ho ancora avuto il coraggio di rivedere le immagini in tv. Quando la situazione sarà un po' meno calda lo farò, ma per ora non me la sento. Credo che sia normale. Intanto però con la mente mi sto già sintonizzando sul recupero. Ce la metterò tutta per rimettermi in sesto».

Salvatevi per me. Il ko di Luci impoverisce il Livorno. E non è solo questione di tecnica o tattica. Andrea per la squadra è molto di più. E' l'esempio, il giocatore che all'allenamento arriva per primo e saluta per ultimo. E' una presenza fondamentale. Lui è umile e non lo ammetterà mai. Ma anche i muri del Centro Coni sanno che è così. Andrea si limita a mandare un sms al suo gruppo: «Non potrò allenarmi con i miei compagni, ma - assicura - toverò il modo di stare vicino ai ragazzi. Spero che possano conquistare la salvezza anche per me. Ecco forse il mio infortunio può essere una molla ulteriore sul piano delle motivazioni. A Cagliari è arrivata una vittoria molto importante. Adesso devono continuare. Sono fiducioso. Abbiamo intrapreso la strada giusta».

Un tifoso. Per Andrea sta cominciando una nuova fase. Le visite mediche, l'intervento chirurgico per la ricostruzione del legamento, la rieducazione e poi di nuovo in campo. Con il Livorno e con un contratto nuovo di zecca. Sull'argomento Luci glissa. Al momento ha altro a cui pensare. Da domenica sera il Livorno ha un giocatore in meno a disposizione, ma un tifoso doc in più. Una considerazione che gli strappa un sorriso: È il primo da domenica. Noi livornesi siamo imbattibili. Ci vediamo presto».

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