Il Tirreno

Livorno

Don Bosco, stop amaro ma ora serve ottimismo

di Andrea Masini
Don Bosco, stop amaro ma ora serve ottimismo

Contro la Fortitudo Bologna oltre agli errori decisiva la mancanza di tifo E nonostante l’ultimo posto il campionato resta aperto a molte soluzioni

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LIVORNO. Per almeno tre quarti (il primo vantaggio fortitudino è segnalato al minuto 31’) il Don Bosco ha sognato di vincere la partita. Non una partita, la partita (ci teniamo a precisarlo). E lo avrebbe fatto con merito, nonostante una domenica non proprio esaltante al tiro e in un clima da trasferta visto che la tifoseria bolognese ha trasformato via Allende in un mini Pala Dozza. Perché, lo ripetiamo, per vincere ci vuole anche quello. Il tifo, la passione, l’ansia la domenica di andare al palazzetto che la città di Livorno, purtroppo, non sembra più vantare. E allora è pure inutile parlarne, molto meglio analizzare ciò che di positivo il Don Bosco sta facendo in un campionato difficilissimo (Dnb, girone A): con la sconfitta patita contro la Fortitudo Bologna, infatti, la squadra di Da Prato è stata risucchiata nuovamente all’ultimo posto in classifica in compagnia di altre quattro squadre (Cus Torino, Abc Castelfiorentino, Alessandria e Montecatini). Al contempo due punti sopra è lotta per i playoff e la soluzione dunque è quella di vivere alla giornata, alias guardare con ottimismo all’imminente trasferta sul campo del Team E. Battaglia ma soprattutto al successivo scontro salvezza contro Alessandria in programma il 2 marzo.

Tornando invece al match perso con Bologna, Gigena e compagni si sono trovati a fronteggiare una delle formazioni più fisiche e “sporche” dell’intero girone, un roster costruito con l’intento di salire subito in Silver e composto da buoni giocatori (giovani e meno giovani), compreso il figlio dell’ex patron virtussimo Claudio Sabatini, presente domenica sera a bordo campo. Di conseguenza perdere poteva starci e non bisogna farne un dramma, anzi. A freddo sarà indispensabile analizzare gli errori commessi, tipo il gioco (spesso) forzato dentro l’area pitturata o la mancanza di taglia fuori che ha prodotto 42 rimbalzi in favore di Bologna e 31 per Livorno. Dettagli puramente statistici, ma che sono fatti per essere studiati e lavorarci sopra.

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