Gioco
Lavillenie vuol strafare: infortunio alla caviglia e non batte il suo record
PARIGI. «Ancora non mi rendo conto di quello che ho fatto, ci vorrà qualche giorno». Sono state le prime parole di Renaud Lavillenie, il nuovo primatista del salto con l'asta, appena atterrato a...
PARIGI. «Ancora non mi rendo conto di quello che ho fatto, ci vorrà qualche giorno». Sono state le prime parole di Renaud Lavillenie, il nuovo primatista del salto con l'asta, appena atterrato a Parigi di ritorno da Donetsk, dove sabato ha portato il record della specialità a 6,16 metri, un centimetro sopra il primato di Sergei Bubka, che resisteva da quasi 21 anni.
Ma c’è un neo nella giornata di gloria di Lavillenie: il francese, nel tentativo di migliorarsi ancora salendo fino a 6,21, si è poi infortunato al piede sinistro, cadendo in parte sulla pista e mettendo a rischio la partecipazione al mondiale d'atletica indoor del prossimo marzo in Polonia.
All'aeroporto di Roissy Lavillenie è stato accolto da un nugolo di giornalisti e fotografi. «Sentivo di dover provare a migliorarmi ancora, è nella mia natura» ha spiegato a proposito del tentativo in cui si è infortunato. Domani, dopo essersi sottoposto ad alcuni esami, terrà una conferenza stampa. Quanto alla presenza o meno mondiale «per ora non ho alcuna certezza».
E mentre Lavillenie si gode il suo momento magico e pensa alla convalescenza in vista dei prossimi impegni, oltre al record del grabndissimo astista ucraino Srgei Bubka, battuto da Lavillenie dopo 21 anni, ci sono molti altri primati appartenenti ad atleti di quello che era il blocco dell’Est (ma non solo) che resistono da moltissimo tempo.
Il record più resistente è quello degli 800 metri femminili, stabilito dalla gigantesca cecoslovacca Jamila Kratochvilova che il 26 luglio 1983 a Monaco di Baviera corse in 1.53.28, un tempo ancora oggi considerato strabiliante e inarrivabile. Due anni più tardi l'allora tedesca dell'est Marita Koch -era il 6 ottobre 1985- in Australia fermò il cronometro sui 400 metri in 47”60, limite che resiste ancora oggi, come quello di 2 metri e 9 cm del salto in alto di Stefka Kostadinova realizzato a Roma il 30 agosto 1987. Il 1988 fu la stagione d'oro di Florence Griffith, velocista americana scomparsa nel 1998, che dominò i 100 e i 200 metri, fissando i primati che ancora resistono: rispettivamente in 10”49 e 21”34. L’americano Kevin Young nel 1992 corse i 400 ostacoli in 46”78, e finora nessuno ha fatto meglio. Il saltatore Usa Mike Powell nel 1991 batè con 8,95 il record nel lungo stabilito nel 1968 da Beamon con 8,90, e da allora il recondè imbattuto. E sempre nei salti il cubano Javier Sotomayor nel 1993 superò l'asticella a 2 metri e 45 cm: ancora nessuno come lui.
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