Gioco
«I solisti del Cagliari un bel problema...»
Ma Di Carlo ha l’antidoto: bisogna non farli ragionare
Di Carlo, si ricomincia da Cagliari per dimenticare il Genoa. Come hai visto la squadra in settimana?
«Domenica scorsa c'era tanta amarezza, ma abbiamo espresso un buon calcio e questa considerazione è la giusta consapevolezza utile per preparare al meglio ogni partita. In settimana il gruppo ha lavorato bene. Ho visto dedizione e convinzione. I ragazzi sanno che devono dare tutto e di più in ogni partita anche se non è facile. Siamo pronti per dare battaglia al Cagliari. Loro stanno costruendo la loro salvezza in casa. Noi in tasferta non abbiamo fatto molti punti e vogliamo invertire questo trend».
Il Cagliari è molto pericoloso. Come lo si può limitare?
«Attaccandolo ovviamente secondo le nostre caratteristiche. Coprendo bene le linee di passaggio e facendo arrivare ai loro giocatori più forti palloni sporchi affinché non abbiamo spazio di manovra. Faccio i complimenti a Lopez. È un allenatore che ha dato la sua impronta alla squadra. Il Cagliari gioca molto bene e ha pure elementi di alto livello».
Ti riferisci a Pinilla e Ibarbo?
«Non solo. Anche Nené è un ottimo attaccante. Ma dovremo fare grande attenzione a Cossu che quando sta bene fa la differenza. Lui è un giocatore da grande squadra e invece ha sposato la causa rossoblù. Un altro elemento da tenere nella massima considerazione è Sau che ha sfiorato la convocazione in Nazionale. Non è molto alto, ma è veloce e nell'uno contro uno può fare molto male».
E poi c'è l'anima del Cagliari: Daniele Conti.
«Esatto. Si tratta di un giocatore determinanteper loro da dieci annni a questa parte. Quando sono in difficoltà arriva lui e toglie le castagne dal fuoco inventandosi una punizione, un tiro dalla distanza. Insomma, il quadro è completo».
E il Livorno come si presenta al Sant'Elia. Ci saranno novità tattiche?
«In settimana abbiamo sperimentato più moduli, ma rimaniamo fedeli al 3-5-2 perché con quello schema abbiamo giocato le ultime tre partite e siamo sempre andati in crescendo. Se tutti stanno bene cerco di cambiare il meno possibile. In questo periodo è fondamentale non mettere pressione alla squadra. I risultati sono importanti, ma le partite che scottano davvero sono le ultime tre o quattro. Ora dobbiamo solo lavorare, tutti insieme e con grande determinazione, per dare più del 100% ogni domenica».
Parliamo di Belfodil. Le sue condizioni atletiche stannno migliorando?
«Sì. Questa settimana Ishak è andato molto meglio. Sono contento, ma tutti stanno lavorando con profitto. Anche Borja che sta prendendo confidenza con il calcio italiano. Bisogna avere solo ancora un pochino di pazienza».
Siligardi?
«Sta facendo fisioterapia. Spero di vederlo in campo tra una decina di giorni. La mia però è una valutazione approssimativa. L'ultima parola spetta allo staff medico».
Mimmo, è impossibile non parlare delle esternazioni di Silvio Baldini che non è stato tenero con te...
«Per me quella era una storia morta e sepolta. Non capisco il senso di ritirarla fuori dopo sette anni. Il caso era chiuso e invece sono stato tirato dentro di nuovo. Credo che quello di Baldini fosse uno sfogo contro sé stesso. Lui è fuori dal giro da parecchio tempo e forse trova in quell'episodio la causa del suo allontanamento dal calcio».
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