Il Tirreno

Livorno

Gol allo stadio per il nuovo Livorno

di Fabrizio Pucci
Gol allo stadio per il nuovo Livorno

Blitz al Picchi per la partitella, a segno Mbaye, Benassi e Paulinho. Due polemiche a distanza con Mazzarri e Baldini

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LIVORNO. Un contropiede vincente. Lo ha messo a segno la società che nella tarda mattinata di ieri ha dirottato l'allenamento dal Centro Coni allo stadio. Una decisione a sorpresa che ha colto impreparata la maggioranza dei tifosi se è vero che alla partitella in famiglia hanno assistito non più di una cinquantina di sportivi. Pochi per un allenamento assai indicativo sulla formazione che vedremo domani a Cagliari.

Tocca a Castellini. Sono due le variazioni operate da Di Carlo rispetto alla squadra che domenica scorsa ha perso in casa con il Genoa.

La prima, come anticipato in questi giorni, è costituita dal ritorno di Mbaye a destra dopo la squalifica. Il senegalese ha preso il posto di Piccini ieri pomeriggio non si è allenato a causa di un affaticamento muscolare. L'altra riguarda la difesa dove Castellini è stato preferito a Coda nel ruolo di centrale di sinistra. Confermati Benassi e Greco nello spot di mezze ali, mentre davanti Emeghara è in vantaggio su Belfodil.

Questa la squadra dei probabili titolari: Bardi; Ceccherini, Emerson, Castellini; Mbaye, Benassi, Luci, Greco, Mesbah; Emeghara, Paulinho. Dall'altra parte hanno giocato Anania; Valentini, Coda, Rinaudo; Bartolini, Mosquera, Biagianti, Duncan, Gemiti; Borja, Belfodil.

Come di consueto Di Carlo ha provato le alternative con le coppie Castellini-Coda, Greco-Duncan ed Emeghara-Belfodil che si sono scambiati di maglia. Nel finale spazio anche per il tridente formato da Paulinho, Emeghara e Belfodil. Ishak è parso più in palla rispetto ai giorni scorsi: con un paio di dribbling secchi e di scatti nello stretto ha certificato la sua crescita. La sfida si è chiusa sul 3-0 per i 'titolari' con reti di Mbaye, Benassi e Paulinho.

Spinelli e la cessione. Ieri Aldo Spinelli ha rotto il silenzio rilasciando alcune dichiarazioni a un sito genovese e ha ribadito il desiderio di passare la mano a fine stagione: «Sono legato al Livorno, ma spero di poter cedere la società a un acquirente dopo il 30 giugno». Niente di nuovo sotto il sole perché si tratta di un concetto già espresso 50 giorni fa all'indomani della sconfitta interna con l'Udinese. Parole che però non sono scolpite su pietra. Se il Livorno si salva, infatti, la solita crisetta invernale del patron, a maggio sarà un pallido ricordo.

Mazzarri e Belfodil. Ieri è stato giorno di esternazioni. Ha preso la parola anche Walter Mazzarri sulla vicenda Belfodil, inserendo nel discorso pure Rubèn Botta: «L'argentino doveva andare via, ma in allenamento mi è piaciuto il suo carattere. Così - ha proseguito il tecnico livornese - ho deciso di tenere lui al posto di Belfodil, che non aveva ancora un ruolo ed è stato mandato in Toscana per dimostrare il suo valore. Botta l'ho inventato io come seconda punta, penso che potrà essere utile. Belfodil invece lo seguiamo e se sarà bravo potrà riproporsi all'Inter. Le parole di Di Carlo su Belfodil? Stava spiegando perché non lo faceva giocare. Da noi si è allenato sempre con continuità, forse il ritmo partita non è al top visto che non ha giocato molto. Comunque il ds del Livorno ha chiarito le cose».

Baldini contro Di Carlo. A movimentare ancora di più questo venerdì ci ha pensato l'allenatore Silvio Baldini che è tornato a parlare del calcio che rifilò a Mimmo Di Carlo durante Parma-Catania della prima giornata del 2007/08: «Dal momento successivo a quel gesto - ha detto - non sono più riuscito a trasmettere alle mie squadre quello che volevo. Ma forse a Di Carlo il calcio dovevo darlo in testa e non sul sedere visto la persona che è». Un'altra entrata a gamba tesa che si poteva evitare.

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