Gioco
Di Carlo, ma quale modulo Chiede solo l’aggressività
Occhi puntati sui centrocampisti: devono recuperare la palla in tempi brevi e trasformare la fase difensiva in offensiva. Probabile ritorno di Mbaye e Rinaudo
LIVORNO. Alta concentrazione perché c'è da preparare nel migliore dei modi la sfida-tabù nel fortino del Cagliari che nella nostra storia quasi centenaria non abbiamo mai espugnato. Massima applicazione perché ci sono schemi da metabolizzare in fretta a cominciare dalle possibili varianti al 3-5-2 di base. Tutti con la testa sul manubrio e con le gambe che spingono sui pedali. Dopo la sconfitta interna col Genoa il margine di errore si è assottigliato ancora di più.
Sorgenti fortunate. Ieri mattina la squadra non si è allenata al Centro Coni. Gli amaranto si sono spostati sui campi della Pro Livorno Sorgenti a conferma della solidità del connubio tra la società che milita in Eccellenza regionale e il Livorno. Anche l'anno scorso la squadra, allenata da Nicola, in varie occasioni si spostò sui terreni sintetici di via Vittorio Emanuele Orlando e le partite successive portarono un risultato positivo. Una su tutte la trasferta di Verona, preparata proprio alle Sorgenti e chiusa sull'1-1 dopo una prestazione gagliarda. La cabala però è un conto. La realtà un altro. Mimmo Di Carlo ha incentrato l'allenamento sulla tattica con particolare attenzione alla fase di non possesso. Il tecnico amaranto ha chiesto ai centrocampisti di essere aggressivi per recuperare in tempi brevi il pallone e trasformare subito l'azione da difensiva in offensiva. Nell'ultima mezz'ora è stata disputata la consueta partitella nella quale Di Carlo ha girato uomini e moduli passando dal 3-5-2 al 4-4-2 per chiudere con il tridente da impugnare a Cagliari solo in caso di estrema necessità come è accaduto domenica col Genoa.
Probabile formazione. Il Livorno che vedremo a Cagliari è ancora top secret perché Di Carlo in settimana ha mischiato le carte, ma qualche indizio c'è. È sicuro il ritorno di Mbaye sulla destra con Piccini che torna in panchina. A sinistra conferma in vista per Mesbah mentre in difesa potrebbe esserci il ritorno di Rinaudo (specie se dovesse giocare Pinilla) in luogo di Coda. Il palermitano potrebbe essere insidiato da Castellini che sta scaldando il motore. In mezzo non dovrebbero esserci cambiamenti rispetto a domenica scorsa con Benassi mezzala destra, Greco dalla parte opposta e Luci a dirigere il traffico. Nessun dubbio in attacco. In attesa del miglior Belfodil chances ancora per Paulinho e il ritrovato Emeghara.
L'arbitro. A Cagliari dirige Andrea De Marco di Chiavari. È una nostra vecchissima conoscenza fin dai tempi della serie C. In tutto il Livorno ha incrociato la squadra con l'arbitro ligure in ben diciannove occasioni per una statistica di sette successi, altrettanti pareggi e cinque sconfitte. Si tratta di un buon fischietto, però quando è stata resa nota la designazione i più forti di memoria hanno fatto gli scongiuri. Il motivo? De Marco ha già diretto un Cagliari-Livorno, infausto per i nostri colori. Accadde il 26 ottobre 2003. Il match, disputato a Tempio Pausania in una serata nebbiosa, finì 4-1 per i sardi e De Marco non ne indovinò mezza. Il Livorno chiuse addirittura in nove per le espulsioni di Vanigli sul finire del primo tempo e di Lucarelli in chiusura di partita. Con lui siamo in credito. Speriamo di passare alla cassa e riscuotere qualcosa di buono domenica alle cinque del pomeriggio.
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