La protesta
Caranti infilza l’oro Bianco e Vecchi brillano in Coppa
Scherma: lo sciabolatore conquista il tricolore Cadetti Bene le ragazze che trascinano l’Italia al secondo posto
LIVORNO. Bis dorato di Gherardo Caranti ai campionati italiani Cadetti di sciabola di Udine. E stupende performance, in Coppa del mondo, a Dakar in Senegal, sotto gli occhi, del presidente del Fides Mario Miccoli, di Ilaria Bianco e Irene Vecchi. Per loro un terzo posto (della Bianco) e in quinto (della Vecchi) nella prova individuale e una bella medaglia d’argento nella prova a squadre. Nel Friuli, per i giovani sciabolatori del Fides, bel quinto posto anche di Laura Fidanzi, 16 anni ancora da compiere (il 27 febbraio), fermata (15-9) nei quarti dalla ternana Lucia Lucarini, dopo una scia di sette vittorie: cinque nel girone e due nelle dirette. E bella prova pure di Lorenzo Prusciano, seppure sia stato costretto, con i suoi 15 anni compiuti da poco, a pagare “dazio” all’altare dell’esperienza.
Cominciamo da super Gherardo. L’allievo diciassettenne del maestro Nicola Zanotti, oltre a trionfare nella categoria Cadetti (la sua), ha ottenuto un bel sesto posto anche tra i più grandicelli (under 20). A fermarlo, nei quarti, il ventenne romano Leonardo Affede, uno degli sciabolatori più in vista, con il coetaneo fresco campione italiano Luca Curatoli, anche fuori dei confini nazionali. Stupenda, invece, la cavalcata di Caranti tra i Cadetti. Primo del tabellone, dopo i gironi, con appena dieci stoccate subite in cinque assalti. E fenomenale anche nelle prime tre dirette, nelle quali ha lasciato le briciole (45 stoccate messe a segno e 20 subite) agli avversari. Quando poi la stanchezza ha iniziato a far capolino, ha usato grinta, determinazione e carattere per arginare la foga degli avversari, in semifinale e finale. Concluse entrambe in maniera vincente, sul filo di lana (15-14), contro Dario Cavaliere del CS Napoli e Saul Morlino del Dauno Foggia. Felice, non poteva essere altrimenti, il maestro Zanotti: «Sono veramente felice della vittoria di Gherardo, della bellissima prestazione di Laura e dell’incoraggiante gara di Lorenzo».
In Africa a fermare la scatenata Bianco, in semifinale, è stata la fortissima ucraina Irene Karlan. Irene Vecchi ha invece alzato bandiera bianca, nei quarti, di fronte all’americana Stone. Non contente le nostre due grandissime fuoriclasse, il giorno dopo, hanno trascinato la pattuglia azzurra sul secondo gradino del podio, alle spalle dell’Ucraina, nella prova a squadre. Per mettersi al collo la medaglia, prima di cedere alla Karlan e compagne, le azzurre hanno matato nell’ordine il Senegal (45-11), l’Ungheria (45-38) e in semifinale, (45-44), gli Stati Uniti della pluricampionessa olimpica Mariel Zagunis.
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