Il Tirreno

Livorno

La società replica allo striscione ultrà «29 giocatori nostri»

di Fabrizio Pucci
La società replica allo striscione ultrà «29 giocatori nostri»

La curva accusa Spinelli di sottoscrivere soltanto prestiti «I cartellini sono di proprietà e ci sono 7 diritti di riscatto»

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LIVORNO. La curva chiama, la società risponde. Nel contesto di una stagione complicata, non poteva mancare la dialettica tra le componenti di un ambiente da sempre in ebollizione. D'altronde quando ti chiami Livorno sai bene che tutto passa sotto la lente d'ingrandimento degli appassionati e nel tuo vocabolario non c'è posto per la parola indifferenza, che è il peggiore dei non sentimenti.

Quello striscione. Domenica durante Livorno-Genoa i tifosi della Nord hanno esposto un lungo lenzuolo vergato con una frase per nulla equivoca: «Spinelli, quale futuro per una società che non ha giocatori di proprietà?» Una domanda sorta dopo gli ultimi movimenti di mercato che hanno portato in amaranto tre giocatori: Castellini, Mesbah e Belfodil. Di questi solo il primo è arrivato a titolo definitivo. I due franco algerini, invece si sono vestiti d'amaranto con la formula del prestito temporaneo.

La risposta del Livorno. La società, preso atto del cartello esposto in curva, ha metabolizzato il messaggio e poi ha affidato la sua risposta a un comunicato comparso sul suo sito ufficiale: «In riferimento allo striscione apparso durante la gara Livorno-Genoa nel settore Curva Nord, il Livorno Calcio informa che ad oggi i calciatori di proprietà della società amaranto, sono ventinove e che su altri sette calciatori può vantare un diritto di opzione per le prossime stagioni. Oltre a questi calciatori sono da considerare i giovani della squadra Primavera che stanno svolgendo una brillante stagione. Quanto sopra a dimostrazione di quanto il futuro del Livorno Calcio stia a cuore alla attuale proprietà, così come già ampiamente dimostrato in quindici anni di gestione societaria che hanno visto la squadra arrivare dalla C1 alla Coppa Uefa, attraverso la vittoria di quattro campionati».

Nomi e numeri. Attualmente nella rosa del Livorno sono tredici i giocatori di proprietà: De Lucia, Aldegani, Anania, Ceccherini, Gemiti, Rinaudo, Castellini, Emerson, Luci, Greco, Biagianti, Paulinho e Siligardi. Gli altri sono in prestito secco come gli 'interisti' Bardi, Duncan, Mbaye e Benassi. Come detto con la stessa formula sono arrivati anche Mesbah e Belfodil. Gli altri (la pattuglia di stranieri da Valentini a Emeghara, da Borja a Mosquera) rientrano nel gruppo dei sette giocatori sui quali il Livorno vanta un diritto di opzione per i prossimi anni. Infine Coda e Piccini sono qui in prestito con diritto di riscatto.

Amaranto nel mondo. La società però dice il vero quando nel comunicato scrive di una trentina di giocatori di proprietà. Ai tredici in rosa quest'anno, infatti vanno ne vanno aggiunti altrettanti, se non di più che il Livorno ha mandato in prestito a giocare, ma il cui cartellino porta in calce la firma di Aldo Spinelli. Si tratta di Dionisi e Bigazzi(Olhanense), Bernardini (Chievo), Galabinov e Decarli (Avellino), Belingheri (Cesena), Moscati (Perugia), Meola (Crotone), Remedi (Nocerina), Lambrughi (Novara), Molinelli e Dell'Agnello (Alto Adige), Mazzoni (Padova), Prutsch (Barletta), Gonnelli e Gasbarro (Pontedera).

Il futuro. La linea della società è chiara: la priorità è avere il bilancio in ordine. Per questo si punta sul settore giovanile (che di recente oltre a buoni risultati ha regalato qualche talento cristallino, ultimo dei quali Ceccherini) e si evitano i contratti lunghi al fine di evitare situazioni complicate come quella di De Lucia, ai margini da anni, ma regolarmente a libro paga.

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