Il Tirreno

Livorno

Don Bosco, oltre al colpo ora c’è anche la continuità

di Andrea Masini
Don Bosco, oltre al colpo ora c’è anche la continuità

Il successo di Montecatini ha confermato che la squadra sta girando bene E sulle ali dell’entusiasmo arriva la delicata sfida contro la Fortitudo Bologna

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LIVORNO. Pesa, pesa tanto il blitz firmato dal Don Bosco a Montecatini (80-87). Pesa quanto un macigno per tre motivi: il primo, decisamente il più importante, è rappresentato dalla continuità di risultati che mancava ormai da qualche mese. Secondo, ma non meno rilevante, il 2-0 nei confronti di una delle dirette concorrenti alla corsa playoff visto che ora distano solo due punti (l’ottava al momento è Cento a quota 16) e terzo perché sulle ali dell’entusiasmo tra cinque giorni i ragazzi di Andrea Da Prato riceveranno la visita della Fortitudo Bologna e della Fossa dei Leoni.

Ma torniamo a concentrarci sull’impresa compiuta da Vallini e soci: c’è chi giura, domenica sera, di aver visto una DeLorean volante; il parquet del Pala Terme è stato infatti il teatro di un viaggio nel tempo, un ritorno al passato diviso in due tappe: quella che ha riportato tanto il Don Bosco quanto Montecatini all’autunno 2013, quando i labronici esprimevano il miglior basket del girone A (campionato Dnb) con Giacomo Sanguinetti che sembrava destinato a una stagione da mvp (la mano dell’ex Lago Maggiore è finalmente tornata ad essere caldissima), eppure un salto a 15 anni fa quando Mario Gigena era un giovane argentino dal grande talento, ma soprattutto dalle incredibili doti atletiche. Morale della favola, a risolvere il rebus è stato proprio l’asse Jack-Super Mario con un fatturato 52 punti complessivi.

Ma se da un lato esperienza e talento sono fondamentali altrettanto basilare è l’apporto dell’intero roster, anche dei “gregari” che in realtà il Don Bosco non ha visto che chiunque venga chiamato in causa è da considerarsi un titolare e in grado di scontrarsi col miglior pari ruolo della categoria. Ne sono un esempio Michael Lemmi, Jacopo Lucarelli e Giorgio Artioli, mentre in altre circostanze a portare il cosiddetto mattoncino erano statiSaverio Mazzantini e Luca Malfatti, gente giovane ma allo stesso tempo scaltra e smaliziata. Gente con la faccia tosta, l’unica per accogliere domenica prossima la “F” bolognese seconda in classifica e sognare il terzo sigillo consecutivo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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