La protesta
Don Bosco, oltre al colpo ora c’è anche la continuità
Il successo di Montecatini ha confermato che la squadra sta girando bene E sulle ali dell’entusiasmo arriva la delicata sfida contro la Fortitudo Bologna
LIVORNO. Pesa, pesa tanto il blitz firmato dal Don Bosco a Montecatini (80-87). Pesa quanto un macigno per tre motivi: il primo, decisamente il più importante, è rappresentato dalla continuità di risultati che mancava ormai da qualche mese. Secondo, ma non meno rilevante, il 2-0 nei confronti di una delle dirette concorrenti alla corsa playoff visto che ora distano solo due punti (l’ottava al momento è Cento a quota 16) e terzo perché sulle ali dell’entusiasmo tra cinque giorni i ragazzi di Andrea Da Prato riceveranno la visita della Fortitudo Bologna e della Fossa dei Leoni.
Ma torniamo a concentrarci sull’impresa compiuta da Vallini e soci: c’è chi giura, domenica sera, di aver visto una DeLorean volante; il parquet del Pala Terme è stato infatti il teatro di un viaggio nel tempo, un ritorno al passato diviso in due tappe: quella che ha riportato tanto il Don Bosco quanto Montecatini all’autunno 2013, quando i labronici esprimevano il miglior basket del girone A (campionato Dnb) con Giacomo Sanguinetti che sembrava destinato a una stagione da mvp (la mano dell’ex Lago Maggiore è finalmente tornata ad essere caldissima), eppure un salto a 15 anni fa quando Mario Gigena era un giovane argentino dal grande talento, ma soprattutto dalle incredibili doti atletiche. Morale della favola, a risolvere il rebus è stato proprio l’asse Jack-Super Mario con un fatturato 52 punti complessivi.
Ma se da un lato esperienza e talento sono fondamentali altrettanto basilare è l’apporto dell’intero roster, anche dei “gregari” che in realtà il Don Bosco non ha visto che chiunque venga chiamato in causa è da considerarsi un titolare e in grado di scontrarsi col miglior pari ruolo della categoria. Ne sono un esempio Michael Lemmi, Jacopo Lucarelli e Giorgio Artioli, mentre in altre circostanze a portare il cosiddetto mattoncino erano statiSaverio Mazzantini e Luca Malfatti, gente giovane ma allo stesso tempo scaltra e smaliziata. Gente con la faccia tosta, l’unica per accogliere domenica prossima la “F” bolognese seconda in classifica e sognare il terzo sigillo consecutivo.
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