Il Tirreno

Livorno

Curve rivali in tutto, unite contro Spinelli

di Federico Lazzotti
Curve rivali in tutto, unite contro Spinelli

Prima del match i cori sul presidente amaranto, poi dalla Nord lo striscione: quale futuro senza giocatori di proprietà

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LIVORNO. Rivali in tutto, a cominciare dalle simpatie politiche, eppure stranamente uniti, per qualche minuto almeno, contro Aldo Spinelli: il passato per i tifosi del Genoa, in 400 ieri all’Armando Picchi, il presente per quelli del Livorno, in silenzio e con un vuoto in mezzo alla curva nord per il primo quarto d’ora. Segno di protesta per i controlli più scrupolosi del solito da parte delle forze dell’ordine dopo i fumogeni e le bombe carta lanciante nell’ultima gara casalinga contro il Sassuolo.

La sintesi di un’alleanza fragile come quella nel centrosinistra per scegliere il candidato sindaco alle amministrative in città, si consuma alle 14,50 di una domenica dove non poteva far altro che tirare vento.

I primi ad alzare la voce e le sciarpe sono i tifosi del Grifone, stipati al centro della curva sud nonostante i buchi ai lati: «Aldo Spinelli vattene, vattene a f...». La Nord applaude e rilancia: «Aldo Spinelli vattene, vattene a f....». Ma dopo un minuto gli ospiti mettono le cose in chiaro: uniti solo contro Spinelli. E parte l’attacco: «Livornese pezzo di m...». Seguito a fine partita da: «Serie B, serie B».

Sciù Aldo, bersaglio di cori e sfottò, allo stadio non c’era. Nessuna traccia del suo k-way giallo portafortuna, della sua mano che saluta. Il posto in tribuna d’onore era vuoto, come ormai accade da un mese a questa parte, da quando è iniziata la contestazione dei tifosi amaranto nei confronti della società e del suo presunto immobilismo.

Il presidente ha visto il derby che corre dentro ai suoi 73 anni seduto davanti alla televisione, nel salotto della sua casa di Quarto, dopo la consueta colazione mattutina nel bar di sempre, la passeggiata lungomare e il pranzo in famiglia.

Chissà la sua faccia quando, prima che l’arbitro Gervasoni fischiasse l’inizio del match, ha sentito quei cori arrivare in filodiffusione prima dallo spicchio dei rossoblù e poi, come se si trattasse di un eco doloroso, anche dalla curva amaranto. Probabilmente Spinelli deve aver scosso la testa, e dopo essersi appoggiato al divano deve aver detto tra sé: «Belin che irriconoscenti». Magari ripensando «a tutti i soldi che ho buttato nel calcio». E a dove ha preso entrambe le società, erano in serie B, e dove le ha portate, tutte e due in Europa. Chiedendosi- sempre dal suo punto di vista - che cosa ha avuto in cambio dopo tanti sacrifici.

E dire che prima del match di andata a Marassi, con il Livorno già a quota 7 punti dopo appena tre giornate, Spinelli si era lanciato in una dichiarazione d’amore divisa a metà.

«A Genova c’è il mio cuore imprenditoriale e calcistico, la mia fede è genoana - disse - Ho indossato a 14 anni la maglia del Genoa, poi sono diventato il presidente del club, è stato un sogno. Nonostante questo al 51% tiferò Livorno, ma al 49% Genoa, quindi in qualsiasi modo finirà uscirò comunque trionfante. Così se dovesse concludersi con un pareggio, per me sarebbe una pari soddisfazione». Sabato 21 settembre, manco a dirlo, finì 1-1.

Meno di cinque mesi dopo, umori e prospettive si sono ridotte come lo spread ma la qualità della vita amaranto è peggiorata tanto tanto quanto il potere di acquisto degli italiani. Eccola allora la delusione degli ultrà che dopo l’astensione dal tifo di due settimane fa, all’inizio del secondo tempo e con il Livorno sotto di un gol, lanciano un messaggio proprio al presidente.

Si legge sullo striscione lungo una ventina di metri: “Spinelli: quale futuro per una società che non ha giocatori di proprietà”. L’allusione è a un mercato fatto solo di prestiti. Non tutti però, sono evidentemente d’accordo, perché prima di stendere anche l’ultimo pezzo di lenzuolo in curva scoppia un parapiglia. C’è chi tira lo striscione da una parte, chi cerca di srotolarlo dall’altra. Alla fine il messaggio si legge, parte il coro contro Spinelli. «Invece di protestare incitassero la squadra», è la critica che arriva dal blog dei tifosi. Difficile ricucire ciò che si è strappato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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