Il Tirreno

Livorno

Vai Livorno, non fermarti a muso duro con il Genoa

di Fabrizio Pucci

In due settimane gli amaranto hanno invertito la rotta e sono tornati a credere nella salvezza. Oggi un’altra sfida delicata: servirà equilibrio ma anche coraggio

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LIVORNO. Vai Livorno, non fermarti! Due settimane fa sembravi destinato a un volo senza rete e senza scampo verso la serie B e invece in quindici giorni hai capovolto il mondo. Quattro punti d'oro zecchino (ma potevano essere sei) e hai restituito senso e dignità a una stagione che pareva irrimediabilmente perduta. Adesso c'è da fare una cosa sola: mantenere il piede ben premuto sull'acceleratore e insistere, ma con la massima accortezza perché alla minima distrazione c'è il rischio di finire fuori strada e quindi di vanificare i progressi dell'ultimo periodo. E sarebbe un peccato. Un grosso peccato .

Occhio al Grifone. Il primo avversario che affrontiamo dopo il ritorno ufficiale tra i “vivi” arriva all'Ardenza con il sangue negli occhi. Il Genoa è ferito dopo la sconfitta nel derby con la Sampdoria e non aspetta altro che avventarsi sugli amaranto per far pace con sé stesso e con i suoi tifosi. Viene all'assalto con il suo 3-4-3 pieno zeppo di talento e di nomi importanti. Viene con Gilardino (già sette gol segnati contro di noi in nove partite) a guidare l'attacco aiutato da Sculli e Antonelli. Viene con la classe di Bertolacci e Matuzalem in mezzo e l'acquisto di gennaio più importante in difesa: Nicolàs Burdisso. Ce n'è abbastanza per andare incontro a questa sfida con la massima accortezza perché l'organico a disposizione di Gasperini è di prim'ordine, al di là dello spirito di rivalsa che scorre belle vene rossoblù dopo il flop di lunedì sera.

A muso duro. Il Genoa, rosa alla mano, ha più frecce in faretra. Senza il minimo dubbio. Eppure, qui nel nostro stadio a due passi dal mare, può lasciarci le penne. È già successo in passato e la storia può ripetersi oggi. Sì, perché non troverà una squadra molle ad attenderlo. Anzi. L'aspetto del temperamento, della convinzione nei propri mezzi è stato decisivo nella riabilitazione del Livorno. La squadra dopo un lungo periodo senza luce è tornata a giocare con la grinta richiesta a chi è nei bassifondi della classifica e i risultati sono tornati.

La formazione. In casa amaranto Mimmo Di Carlo recupera Greco e Coda assenti a Catania per squalifica. Il centrocampista dovrebbe giocare da mezzala sinistra al posto di Duncan che quindi scala in panchina. In difesa il sacrificato, rispetto alla scorsa settimana, è Rinaudo. Cambiamenti in vista anche sulla corsia destra dove lo squalificato Mbaye sarà sostituito da Piccini che dovrà verdersela con De Ceglie. Infine resta il dubbio in attacco. Paulinho ed Emeghara, a segno a Catania sono intoccabili, ma dietro scalpita Belfodil. Il francoalgerino è pimpante ed è entrato nel migliore nei modi nel gruppo. Analogo discorso può essere fatto per il suo connazionale Mesbah che però oggi al novanta per cento sarà il titolare della corsia sinistra al posto di Castellini. Comunque, staremo a vedere.

I tifosi. I risultati sono un formidabile estintore di polemiche. Quindici giorni fa con il Sassuolo ci fu la civile contestazione della curva alla società. Per oggi non sono annunciate altre iniziative. Il Livorno è tornato in carreggiata e sono pure arrivati tre giocatori di spessore. Un buon segnale per i tifosi. È arrivato il momento di fare quadrato. Tutti (Spinellifobici e tifosi filo-presidente) sono chiamati a remare nella stessa direzione. La serie A costituisce il bene assoluto. Il resto, in questa fase delicata della stagione, è retrocesso al rango di discorso da bar. Con tutto il rispetto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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