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Livorno

Piccoli Buffon crescono Bardi-Perin, mani d’oro

di Fabrizio Pucci
Piccoli Buffon crescono Bardi-Perin, mani d’oro

Due portieri classe 1992 si dividono l’eredità del grandissimo Supergigi Prodezze in serie e qualche amnesia tipica dell’età: domani saranno decisivi

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LIVORNO. Sono nati entrambi nel 1992, ma uno ha i capelli corti, mentre l'altro ha un caschetto d'altri tempi. Sono entrambi portieri, ma uno difende i pali del Livorno e l'altro quelli del Genoa e domani nel match tra amaranto e rossoblu daranno vita a una sfida nella sfida. Curiosamente tutti e due sono alti un metro e ottantotto, sono stati baciati dal talento e sono considerati gli eredi di Gigi Buffon.

Descritti per sommi capi Francesco Bardi e Mattia Perin sembrano gemelli. Nei fatti, ovviamente non è così. Domani avranno il tempo di stringersi la mano (o il guantone) nel sottopassaggio dell'Ardenza, poi vivranno la loro domenica a un centinaio di metri di distanza.

Profeta in patria. Francesco Bardi è un fiore sbocciato nel giardino di casa: le prime parate nella Pro Livorno Sorgenti, poi subito nel Livorno con cui ha svolto tutto il cursus honorum fino al debutto in prima squadra nel maggio 2010, prima dell'approdo all'Inter. Un anno da titolare in B ancora con la maglia amaranto, poi l'esperienza di Novara: la prima fuori casa e in un campionato professionistico. Ad agosto il ritorno.

Il tutto con massicce spruzzate d'azzurro, quello dell'Under 21. Dicono di lui che sia un ragazzo molto sicuro di sé e che riesce a gestire bene la tensione della partita nonostante la giovane età. Tra i pali è felino. Con Rossano Berti prima e Pierino Spinosa adesso, sta lavorando anche sugli altri fondamentali.

Margini di miglioramento? Quelli legati alla carta d'identità. In effetti, Checco è un portiere nato.

L'emigrante Mattia. Perin, al contrario di Bardi, ben preso ha lasciato la città natale, Latina. A quattordici anni era già una promessa nel settore giovanile della Pistoiese. Il grande salto avviene nel 2008 quando lo acquista il Genoa che gli mette in mano le chiavi della sua 'Primavera'. E' una squadra fortissima con El Shaarawy in attacco. Il giovane Mattia se la cava bene e proprio come Bardi nel 2011/12 gioca titolare nell'ambizioso Padova in serie B.

Un anno e c'è il debutto da numero uno in serie A, nel Pescara. La squadra è imbarazzante, ma lui trasforma la sventura in risorsa: le punte avversarie gli arrivano da ogni dove? Bene! E' l'occasione giusta per mostrare qualità e classe. A Firenze gli abruzzesi vincono 2-0. E' la vigilia dell'Epifania. Lui nella calza viola recapita quindi parate da sogno. Il Genoa, proprietario del cartellino lo osserva e lo riporta a casa all'inizio di questo campionato. Punti forti? La sfrontatezza. Punti deboli? Le prese che talvolta sono difettose.

Momenti-no. Nel processo di crescita di un portiere è fisiologico che ci siano periodi difficili. Francesco Bardi ha accusato un passaggio a vuoto in autunno, ma lo ha superato con disinvoltura. Mattia Perin all'inizio del campionato faticava a raggiungere la sufficienza nelle valutazioni dei grandi quotidiani nazionali. Anche il suo rendimento, però è salito con il passare delle settimane. Giovane età, talento e carattere d'acciaio: Bardi e Perin. La tradizione dei grandi portieri italiani è in buone mani.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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