Gioco
Le duemila vittorie di Stefano Landi
Il fantino diviso tra la Toscana e la Francia taglia il prestigioso traguardo a San Rossore: ed è subito festa
LIVORNO. Una giornata grigia e piovosa all’ippodromo di San Rossore, illuminata però dal successo nella corsa clou di Sognando La Cometa con la quale Stefano Landi ha centrato la vittoria numero 2000 (duemila!) della sua sfavillante carriera di fantino.
Una vittoria a suo modo storica, inseguita con tenacia in queste ultime settimane dal veterano delle piste toscane e non solo: alcune corse perse davvero malamente e con tanta sfortuna hanno ritardato l’appuntamento con lo champagne. Vittoria cercata anche in terra di Francia visto che solo ventiquattro ore prima Stefano era a Cagnes a sfidare i migliori jockeys transalpini in una prova come tante all'ippodromo della Costa Azzurra.
C'eravamo anche noi cullati dal sogno di un vincente ad alta quota contro i cugini francesi con un cavallo di Enrico Stagi e gli amici di sempre Robertino, Andrea, Nicco e Natale ed il trainer Stefano Pecoraro, figlio di «Saro», scopritore e maestro del fantino senese di stanza a Livorno.
Sarebbe stata davvero una vittoria...storica, un sogno che però si è sgretolato in pochi minuti nella palta francese. Ci siamo rimasti tutti un pò male soprattutto Stefano che durante la serata trascorsa in un Casinò di Nizza ci confessava di aver paura di non riuscire più a raggiungere l'ambito traguardo. La sfortuna è poi proseguita inarrestabile anche sui tavoli verdi: il 5 che abbiamo più volte puntato con Landi non ne ha voluto sapere di uscire, con la pallina che girava e girava senza mai fermarsi nella casella sperata. Sembrava una maledizione: il numero cinque era anche il numero di Sognando La Cometa.
Gli scongiuri non si sono fatti attendere e anche durante il giro di presentazione nel "tondino" di San Rossore con Landi che ci confidava a mezza voce «speriamo che non sia come ieri sera»...... Qualcuno dei presenti è rimasto un pò stralunato dopo la frase del jockey: noi invece avevamo ben capito a cosa alludesse. La corsa sembrava abbastanza semplice: Sognando La Cometa seppur al rientro vantava un tasso di classe superiore ai tre rivali rimasti a sfidarla. Le corse tuttavia si vincono in pista ed i "se" e i "ma" ed i "forse" alla fine non fanno nemmeno parte della coreografia della contesa.
Contesa che ad un certo punto si era messa benissimo per la femmina di Pier Luigi Giannotti che ai trecento metri finali si è presentata facile facile in scia a Bentley Man, l'unico rivale rimasto visto che gli altri due erano ormai "affondati" nel fango di San Rossore.
Il rivale però è imprevedibilmente ripartito e per breve tratto ha messo in difficoltà la giumenta. Non lo neghiamo, ma ci è rivenuto in mente il disco numerato e la pallina che mai voleva fermarsi sul 5....Il tempo di un "baleno" Landi che non vuole abdicare e cosi Sognando La Cometa che riparte aggancia il rivale e lo "schianta" negli ultimi frame della corsa.
E poi gli abbracci e i complimenti di rito tante strette di mano e l'immancabile intervista. Landi che risponde emozionato alle domande che gli vengono rivolte. Numeri, anni, vittorie importanti che poi saranno dominio della statistica ma che già oggi rappresentano un traguardi cui può ambire soltanto una ristretta cerchia di campioni.
E poi la dedica a tutti i proprietari che gli hanno dato fiducia e cosi agli allenatori a cominciare dalla famiglia Pecoraro, con "Saro" e Stefano in prima linea senza però dimenticare Andrea e Cecilia.
Ma soprattutto la dedica ai pochi appassionati presenti nella giornata da "tregenda": lo zoccolo duro, gli ultimi pilastri di un mondo che non riesce più a riconoscersi e che si dibatte da anni in una crisi difficile, difficilissima da risolvere .
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