Sicurezza
Capozucca: Genoa ti amo ma adesso devo batterti...
Il diesse del Livorno: «Sono tifoso rossoblù e con Preziosi ho lavorato a lungo Ma per noi sono tre punti fondamentali, la squadra ha ritrovato entusiasmo»
LIVORNO. Capozucca, c'è Livorno-Genoa e per lei non è una partita come le altre...
«Non può esserlo perché è risaputo che sono tifoso rossoblùà fin da quando ero ragazzo. In quella veste ero presente anche ad Anfield Road quando nel '92 il Genoa vinse sul campo del Liverpool. Quella genoana è una storia che appassiona e che fa innamorare. Sono una persona trasparente e non nego certo oggi la mia fede per i colori rossoblù».
In tempo di ipocrisia dilagate, questo le fa onore, però adesso c'è di mezzo il 'suo' Livorno...
«Esatto e dinanzi agli impegni professionali, neanche il cuore conta. Domenica faccio il tifo per gli amaranto. Ci mancherebbe altro. Dobbiamo raggiungere la salvezza, Figuriamoci se mi facico prendere dai sentimentalismi».
Stefano, Livorno-Genoa è anche Spinelli-Preziosi? Che cosa hanno in comune di due presidenti. E che cosa li divide ?
«Hanno la stessa passione per il calcio senza il quale non possono vivere. Spinelli è più attento alla gestione societaria. Preziosi è più vulcanico, meno riflessivo. Se fiuta l'affare non pone tempo in mezzo. Aldo invece ci pensa qualche volta in più».
Se la mette su questo piano pare che sia più facile lavorare con Preziosi...
«Ma no. Diciamo che hanno due modi diversi di interpretare il calcio. Con il presidente del Genoa devi stare sempre in campana. Con Spinelli no. Ma sia chiaro: il calcio italiano ha bisogno di personaggi così».
Veniamo alla partita. Chi pensa che sarà facile non ha capito nulla...
«Esatto. Il Genoa ha un organico importante, da parte sinistra della classifica. Lunedì ho visto il derby. La Samp ha avuto una palla gol e mezzo e ha vinto. Succede in partite come quella dove chi segna per primo, vince. Ma noi...»
Noi abbiamo ottenuto ciò che volevamo: due risultati buoni per riaccendere la fiammella della speranza...
«E' proprio così. Stiamo vivendo un momento di rinascita, di fiducia nei nostri mezzi. Spinelli è stato abile a ridare a tutti la convinzione e la voglia di combattere. Rimane il rammarico per quei due punti persi a Catania, ma adesso possiamo davvero lottare per la salvezza».
Pensi che i recenti colpi di mercato, abbinati ai risultati con Sassuolo e Catania facciano rientrare la contestazione della curva?
«Faccio una premessa: ai tifosi va tutto il mio rispetto perchè sono le vere, uniche persone che fanno sacrifici per seguire la squadra. E li fanno in un momento di crisi economica che si fa sentire soprattutto in una città come Livorno. Tra l'altro la loro è stata una presa di posizione assai civile. I tifosi sono i primi a soffrire per questa situazione di classifica e fino a qualche settimana fa vedevano la squadra che si stava spegnendo senza lottare. Adesso tutti abbiamo tratto nuova linfa e penso che anche loro siano più sereni».
Stefano, impossibile non fare una considerazione sul recente mercato. La valutazione finale è positiva...
«Sì. Il mercato di gennaio è quello di riparazione per cui il margine di errore è minimo. Eppure per noi è stato più facile di quello estivo...».
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