Sicurezza
L’ESTERNO EX PARMA
LIVORNO. «Corro sulla fascia, spingo e difendo, sono ancora giovane e ho un buon sinistro». E’ il biglietto da visita che Djamel Mesbah porta a Livorno, dove ieri si è presentato con la sua maglia...
LIVORNO. «Corro sulla fascia, spingo e difendo, sono ancora giovane e ho un buon sinistro». E’ il biglietto da visita che Djamel Mesbah porta a Livorno, dove ieri si è presentato con la sua maglia numero 11. Algerino come Belfodil, ha messo il suo zampino per convincere l’attaccante ad imitare la sua scelta, ma in quanto ad esperienza è lui a prevalere, per ragioni anagrafiche e un curriculum che parla di cinque stagioni già alle spalle in serie A. All’ombra della Madonnina lui ha vestito il rossonero al servizio di un tecnico livornese, Allegri.Avellino, Lecce, Milan e Parma sono le piazze toccate in Italia, dopo una lunga parentesi nel campionato svizzero con le maglie di Servette, Basilea, Aarau e Lucerna. Classe 1984, 1,81 m. per 74 kg., Djamel Mesbah è nato il 9 ottobre di trent’anni fa e oggi è anche un punto fermo della sua nazionale, con la quale ha già disputato il Mondiale in Sudafrica e ha la valigia pronta per Brasile 2014. Giugno arriverà presto e dirà tutto sulle sorti di un Livorno che Djamel può e deve aiutare a rimanere in serie A. «Mesbah – dice Capozucca - è un ragazzo che accetta malvolentieri l’idea di non giocare. Per questo è venuto via da Parma e ora è a Livorno». E perché lui ha scelto l’amaranto? «C’erano altre richieste in ballo – risponde il giocatore - ma il Livorno è la squadra che ha dimostrato di volermi di più. Dopo un anno e mezzo senza continuità, per me questo è il posto giusto». A differenza di Belfodil, lui non ha saggiato il campo a Catania, però si è fatto già un’idea: «Siamo scesi in campo con l’atteggiamento giusto, potevamo vincere soprattutto perché abbiamo segnato tre gol». Incursore di fascia naturale, Djamel il mancino definisce il 3-5-2 il suo modulo perfetto, dopo che in Italia ha imparato anche a difendere. Ora spinge e difende, fisicamente c’è e non resta che vederlo all’opera, superato lo stallo di un periodo non esaltante da gettarsi dietro le spalle. Come ricorda lo stesso Mesbah, infatti, «la mia avventura al Milan cominciò bene, poi un infortunio e scelte tecniche mi hanno svantaggiato; così ho cambiato aria e sono andato con entusiasmo a Parma, dove però non è andata come doveva, per via di scelte che accetto, anche si mi hanno fatto rimanere male. Mi prendo le mie colpe, ma io sono un giocatore che se non si sente importante per il gruppo cerca di andare via. Così ho fatto anche a Parma e ora sono qui per vivere quattro mesi intensi in cui spero di contribuire alla salvezza del Livorno».
D.S.
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