Gioco
Il Pisa si scontra col muro del Catanzaro
Scialbo 0-0 all’Arena: nerazzurri troppo timorosi nel primo tempo, l’assalto nell’ultima mezzora non basta
PISA. Uno zero a zero senza sapore all’Arena: la sfida playoff col Catanzaro iniziava alle 14.30 ma in campo è sembrato che i nerazzurri non lo sapessero, perché almeno fino alle 15.45 (quando la ripresa era cominciata da una decina abbondante di minuti e l’allenatore Cozza finalmente ha fatto un paio di cambi), più che attaccare la porta del Catanzaro, hanno dato l’impressione di fare uno stucchevole riscaldamento.
In pratica i giallorossi ospiti,arrivati a Pisa con un obiettivo chiaro (primo non prenderle, secondo e contorno come il primo), e schierati nella prima metà del match con un 4-5-1 che chiamare prudente sarebbe un eufemismo fuori luogo, hanno dovuto resistere solo nella mezzora finale alle sfuriate di un Pisa sempre generoso ma mai lucido. E alla fine il pareggio a reti bianche inquadra perfettamente quello che si è visto in campo.
Tutto sbagliato, tutto da rifare, allora? Questo no. Non sarebbe né giusto, né generoso dirlo. Anche perché l’avversario si presentava con discrete credenziali (solo 3 sconfitte sinora in 21 partite). Però qualcosa da rivedere sì, anzi molto.
Il Pisa, diversamente dalle previsioni, non è stato schierato con un 4-3-3 offensivo (con Mannini esterno d’attacco) ma con il 3-5-2: il nuovo acquisto, l’elemento più importante fra i 22 in campo, è stato relegato al ruolo di esterno sinistro di centrocampo, dovendo coprire tutta la fascia senza avere il fiato per farlo, visto che nel Siena non giocava titolare da tempo. I tre mediani hanno tenuto il Catanzaro sempre lontano dall’area di Provedel, che ieri avrebbe potuto giocare anche con i guanti da motociclista per quanto è stato impegnato, ma fra essi solo Favasuli inventava qualcosa, e le due punte - Arma e un Napoli lontanissimo per rendimento dalle sue capacità - erano perennemente isolate.
Nel 4-5-1 del Catanzaro, solo Fioretti giocava in attacco, mentre il numero 4 Vitiello giostrava con energia davanti alla difesa, e l’unico pericoloso incursore era l’esterno sinistro Russotto, sostituito dopo l’intervallo da Germinale per passare al 4-4-2 ma soprattutto per evitargli un cartellino rosso che sembrava nell’aria dopo il primo giallo e qualche battibecco con l’arbitro.
Il Pisa nel primo tempo si era reso pericoloso solo fra il 12’ (cross dal fondo di Mannini, Bindi si salvava con affanno) e il 13’ (fallo laterale di Pelelgrini e colpo di testa di Arma, il portiere giallorosso smanacciava via in tuffo), con in mezzo una pericolosa mischia sotto porta. Il Catanzaro stava sulle sue, anche se nel finale si rendeva pericoloso con una punizione di Di Chiara dal vertice destro fuori di poco, e poi addirittura con un gol di testa di Ferraro su punizione di Russotto, ma annullato per un nettofuorigioco.
Nel secondo tempo Cozza decideva di rischiare qualcosa, e faceva bene: attacco rinforzato con gli inserimenti di Giovinco e Forte che entravano bene in partita; al 34’ Arma calciava debolmente dopo una respinta affannosa di Bindi, al 37’ Forte conquistava una punizione dal limite e Giovinco la indirizzava nel sette, ma il portiere avversario la respingeva con un grandissimo intervento.
La stanchezza portava qualche discreto rischio, soprattutto in chiusura: gran salvataggio di Pellegrini al 42’, che anticipava Casini a porta vuota dopo un bell’assist di Marchi.
Zero a zero dunque e pochi sorrisi; domenica prossima i nerazzurri saranno protagonisti a Pontedera, in un derby che si annuncia bello e tirato.
Nel frattempo, al presidente Battini potrebbero arrivare una o forse due offerte per l’acquisto delle quote di maggioranza del club (una da Terravision, l’altra da due imprenditori apuani che avrebbero con sé un magnate dell’Est europeo. Ma lo stesso presidente, nei giorni scorsi, ha detto di credere poco alla loro concretezza.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google