Il Tirreno

Livorno

Don Bosco, la Cenerentola Nono stop in 10 partite

di Andrea Masini
Don Bosco, la Cenerentola Nono stop in 10 partite

Continua il tunnel della crisi per Livorno, ultima da sola dopo il ko di Piombino Arbitri nel mirino, ma il team di Da Prato ha gettato al vento l’ennesima chance

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LIVORNO. C’è ben poco da star allegri, la classifica piange. E seppur lo striscione d’arrivo sia ancora parecchio lontano, qualche brutto spettro comincia ad aleggiare nei dintorni di via Allende: con la sconfitta patita domenica a Piombino, e il contemporaneo blitz del Cus Torino a Castelfiorentino, il Don Bosco è infatti scivolato all’ultimo posto in classifica (in solitudine), frutto di nove stop nelle ultime 10 apparizioni. Numeri che riassumono perfettamente il momento no di una squadra che deve ritrovarsi in fretta per non perdere troppo contatto con il centro della graduatoria e di conseguenza sprofondare nelle sabbie mobili. Tutto questo per dire che non tutto è perduto, ma allo stesso tempo è urgentissimo rimettere le mani su una vittoria per cambiare marcia e portare un po’ di entusiasmo all’interno dello spogliatoio.

Altro stimolo dal quale ripartire è senza dubbio lo scarto a favore mantenuto visto che nel match di andata Mazzantini e compagni vinsero di 14 lunghezze; solo un dato statistico, ma che in un eventuale classifica avulsa potrebbe incidere e non poco. E poi, malgrado si tratti di un episodio non determinante ai fini del risultato (ma facciamo fatica a crederci a fronte dei 22 punti di Iannilli), non è da sottovalutare l’accanimento arbitrale nei confronti di Benvenuti che non ha giovato assolutamente all’economia del match. Avanti, comunque. Ma è pur vero che alla resa dei conti ciò che conta è il risultato, e la classifica che si muove indipendentemente dal giocare bene o male; dunque peccato aver gettato al vento l’ennesima occasione per almeno due periodi e mezzo, in attesa di tuffarsi nel pozzo dell’orgoglio sfruttando la spinta di Michael Lemmi e le triple di Vallini e Gigena. In questo modo inizia l’ultima e decisiva frazione con il Don Bosco in corsa per di portare a casa una delle più importanti vittorie dell'anno. Ma proprio sul più bello, e come siamo ormai abituati a vivere, la rimonta è rimasta un fuoco di paglia, complici un paio di chiamate arbitrali dubbie e il canestro della staffa firmato da Alessandro Magnani.

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