Gioco
Tre gol e tanta rabbia Il Livorno di Di Carlo fa subito scintille
Asfaltato il Sassuolo, la zona salvezza torna a meno 2 Le tre mosse di Mimmo incastonate nel 3-5-2 di Nicola
LIVORNO. Come si fa a vincere? Avevamo perso tutto: il ricordo, le istruzioni per l’uso, il gusto. D’improvviso, uno squarcio di luce. E così il Livorno torna a incassare i tre punti dopo due mesi e 23 giorni, un arco di tempo nel quale avevamo racimolato la miseria di 1 punto in 9 partite. Lo fa segnando 3 gol, subendone uno su rigore e nessuno su azione come non accadeva sempre da quel Livorno-Atalanta 1-0 del 3 novembre.
È la vittoria di Mimmo Di Carlo, non ci sono dubbi. Ma sarebbe ingeneroso non ricordarci adesso anche di Davide Nicola, l’uomo che ci ha fatto vivere un sogno e che ieri la Curva Nord ha ricordato con un enorme striscione “Chi da uomo si è comportato, sarà sempre rispettato. Grazie Nicola”. Parole che si commentano da sole.
A meno 2. Con questo successo il Livorno torna a meno 2 dal quartultimo posto, roba da non credere se pensiamo che la squadra ha chiuso l’andata con 13 punti. Ma evidentemente anche le altre non è che spacchino il mondo.
Piuttosto ci piacerebbe che questa vittoria desse linfa a chi deve fare il mercato, in primis il presidente Spinelli. Bisogna valorizzare questa vittoria col Sassuolo e completare la squadra, mettendo a disposizione di Di Carlo 2-3 pedine di qualità.
Le mosse di Di Carlo. Le rivoluzioni rapide sono le più sanguinose. In cinque giorni Mimmo poteva fare solo piccoli interventi. Ne vogliamo segnalare tre, che si sono comunque rivelati vincenti.
1)L'arrivo di Castellini (l'esterno che è sempre mancato a Nicola) ha dato equilibrio e soprattutto ha consentito di spostare a destra Mbaye, anche perché questo ragazzo a sinistra sembrava un puledro da galoppo costretto ad andare al trotto.
2)La scelta di puntare su Emeghara facendolo giocare più vicino a Paulinho, più nel vivo del gioco. La parola non molto politically correct ma perfetta per "Eme" è senza dubbio "casinista", perché comunque quando gli arriva palla può bruciare tre difensori ma anche inciampare nel pallone come un bambino degli Esordienti. Però abbiamo rivisto la "mosca" che va a pressare, che ci mette la grinta, che tiene impegnati i difensori e così facendo apre anche degli spazi a Paulinho.
3)La fiducia a Benassi nel ruolo di mezzala (posizione, va detto, che gli aveva inventato Nicola visto che il ragazzo si è presentato come regista), col giovane interista che ha disputato una partita eccellente, al pari di uno stratosferico Luci.
Spirito da battaglia. Obiettivamente, in alcuni tratti di partita è sembrato di vedere un Livorno più cattivo. Prendete ad esempio Andrea Coda: molliccio fino a una settimana fa, con la bava alla bocca ieri, autore di 2-3 falli che non aveva mai commesso prima. Di Carlo da martedì ha martellato la squadra sulla necessità di essere più grintosi, più rabbiosi, la prima risposta è stata ottima.
Tre gol in 26’. La maledizione dei primi minuti si è trasformata nel passpartout per il trionfo. Coi timbri di Greco e Paulinho, all’11’ il Sassuolo era già in ginocchio. Il 3-0 di Benassi ci poteva regalare un pomeriggio di sole e relax, ma l’immediato 3-1 di Berardi su rigore (al 28’, fallo di Bardi) ci ha fatto capire che nel nostro destino c’è sempre di soffrire.
Ecco, ci è piaciuta molto la gestione della partita nei restanti 60’. Il Livorno non si è schiacciato, ha mantenuto la calma e una logica di gioco nel suo 3-5-2, Di Francesco ha messo dentro anche la quarta punta (Floro Flores) passando al 4-2-4 ma dalle parti di Bardi non sono arrivati pericoli.
Ripartiamo da questa vittoria, dal ritrovato entusiasmo dei tifosi, soprattutto da questi 60’ senza subire gol. Il Livorno è ancora vivo.
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