Il Tirreno

Livorno

RAFA, IL DOLORE E LA FORZA DI UN DIO GRECO

di FRANCO CARRATORI

di FRANCO CARRATORI Il match si è concluso da pochi minuti, Wawrinka se l’è aggiudicato in quattro set, ma questa finale degli Austrialian Open e più in generale il primo grande slam della stagione...

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di FRANCO CARRATORI

Il match si è concluso da pochi minuti, Wawrinka se l’è aggiudicato in quattro set, ma questa finale degli Austrialian Open e più in generale il primo grande slam della stagione tennistica meritano alcune riflessioni. I punti più belli, ancora una volta, li ha messi a segno Nadal: il più incisivo nell’incontro con Federer, quando, dopo aver vinto 7-6 la prima partita e sull’ 1-0 a suo favore all’inizio della seconda, ha chiesto l’intervento del fisioterapista. Si sapeva che la sua mano sinistra era da tempo messa male, ma quando le telecamere di Eurosport, hanno inquadrato in primo piano il palmo e si è vista nitidamente la piaga che gli stava provocando sofferenza.

Come sempre il campione spagnolo ha stretto i denti: un antidolorifico e un cerotto gli sono bastati per proseguire e vincere in tre set la partita di semifinale contro, come avrebbe detto Gianni Clerici, un "Federer tornato Federerissimo". I guai fisici che da tempo tartassano lo spagnolo e che in Australia sembrano per lui una maledizione, si sono manifestati nuovamente nello scontro con Wawrinka con l’aggiunta, stavolta nella finalissima, di un mal di schiena che lo ha fermato all’inizio del secondo set quando, evidentemente impossibiltato a proseguire, ha raggiunto gli spogliatoi e qui abbiamo assistito a uno spettacolo indecoroso, per il tennis e più in generale per lo sport, con lo svizzero che con toni alterati continuava a chiedere al giudice di sedia i motivi per cui il suo avversario si era allontanato e il pubblico che rumoreggiava. Trascorsi i tre minuti concessi dal supervisor, Nadal ha fatto ritorno in campo accolto da sonori fischi da parte degli spettatori australiani, infastiditi per il protrarsi di un’assenza che il regolamento contempla ed è difficile capire i motivi di questa ingenerosità nei suoi confronti.

Chiunque altro, al suo posto, con una mano ridotta in simili condizioni e un mal di schiena, avrebbe gettato la spugna. Lui no. Per onorare l’impegno e portare a termine la finale è andato avanti, così come in tante altre occasioni. In simili condizioni, quasi senza più riuscire a battere e evidentemente limitato nei movimenti laterali, è riuscito addirittura a vincere un set. Incurante dei dolori e rischiando di essere preso a pallate dallo svizzero,non ha mollato sino alla fine.Gli antichi greci esprimevano il massimo della loro fiducia in un condottiero definendolo "kalòs kai agatòs (bello, forte e bravo)". Nadal ha perso la finale degli Australian Open, ma ha vinto un titolo più ambito: è il kalòs kai agatòs nello sport del ventunesimo secolo.

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