Gioco
«La reazione c’è stata, Paulo non lo vendiamo»
LIVORNO. Il kway giallo è rimasto nell'armadio. In naftalina. Il presidente non c'era. Ha seguito la partita dalla tv sobbalzando sulla poltrona di casa ad ogni gol e stropicciandosi gli occhi...
LIVORNO. Il kway giallo è rimasto nell'armadio. In naftalina. Il presidente non c'era. Ha seguito la partita dalla tv sobbalzando sulla poltrona di casa ad ogni gol e stropicciandosi gli occhi dinanzi alla bella prestazione della squadra. Non ha assistito allo spettacolo surreale della curva nord vuota. Ha solo intuito la contestazione dei tifosi nei suoi confronti. Non ha stretto la mano a Cesare Prandelli come accadde il 20 ottobre prima di Livorno-Sampdoria.
La sua è stata comunque una domenica dolce e infatti a fine gara era felice: «Sì, perché la reazione c'è stata. Abbiamo avuto la dimostrazione che il Livorno non è quello dei tredici punti in venti partite».
Spinelli parla del passato, prima di analizzare il presente: «L'esonero di Nicola è stato doloroso, ma inevitabile». Adesso in panca c'è Di Carlo e Spinelli rivendica la bontà della sua scelta: «Mimmo ha giocato qui, sa che la maglia amaranto ha un peso specifico importante. È l'uomo giusto per noi». Il presidente, come sempre fa i nomi dei giocatori che gli sono piaciuti di più: «Mbaye è stato bravissimo. E Paulinho eccezionale».
Inevitabile un passaggio sul mercato con particolare riferimento alle richieste che arrivato proprio per il bomber venuto dal Brasile: «Ce lo chiedono in tanti, ma noi siamo sordi perché lo riteniamo fondamentale. Movimenti in entrata? Siamo disposti ad acquistare qualcuno». Una buona notizia quando all'orizzonte di staglia lo striscione dell'ultimo chilometro del calcio mercato. Pochi giorni e conosceremo il volto definitivo del Livorno che dovrà andare a caccia dell'impresa. Un altro paio di vittorie così e chissà, magari anche il kway giallo tornerà a far bella mostra di sé in tribuna vip.
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