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Buffon: mercato chiuso, a meno che...

Buffon: mercato chiuso, a meno che...

Il portiere della Nazionale in trasferta per sostenere i ragazzi di Remondina

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REGGIO EMILIA. Sotto gli occhi del patron Gigi Buffon - che prima del fischio d’inizio è stato negli spogliatoi a dare un “in bocca al lupo” al gruppo - la Carrarese disputa un primo tempo così così, una discreta ripresa, poi rovina tutto al 92’. Nell’intervallo, il portierone della Juve e della Nazionale aveva così “respinto” la domanda d’obbligo sul gossip di un presunto flirt con Ilaria D’Amico (per altro, la moglie Alena su twitter ha smentito ogni crisi): «Non sono diventato famoso per il gossip - risponde Buffon - e sarà sempre così. Non la chiamano vita privata per caso: della mia vita privata non parlerò mai e, sinceramente, non mi occupo dei gossip». Buffon aveva avuto parole di elogio per il portiere Calderoni, fra i migliori in campo e molto bravo nel primo tempo. Mercato? «Penso che sia chiuso, a meno che non ci sia un’occasione irrinunciabile, ma dovete chiedere al direttore Turotti». Il futuro della Carrarese? «Mantenere la categoria è già un risultato importantissimo, in fondo, credo che quello che sto facendo non sia proprio da poco, per ora l’unico che mette soldi sono io, anche se a Carrara non sono l’unico tifoso».

A fine partita, mister Gian Marco Remondina è molto amareggiato. «Il punto ormai lo avevamo in pugno, era quello che volevamo per ripartire dopo due sconfitte e invece, siamo stati ingenui proprio sull’ultima situazione, non l’abbiamo letta bene e purtroppo è arrivata la sconfitta. Purtroppo - allarga le braccia il trainer azzurro - con poco i nostri avversari ci fanno gol, sono questi i nostri problemi che ancora non abbiamo superato. Nel primo tempo, obiettivamente - ammette il mister azzurro - ci poteva stare che la Reggiana andasse in vantaggio, perché ha avuto due-tre occasioni e Calderoni è stato bravo. Ma nella ripresa, quando siamo andati sul 4-4-2, abbiamo trovato equilibrio e con Mancuso, con Brondi e con Merini abbiamo creato situazioni per passare. Il problema è che se prendi un gol così, disturba: perché poi le settimane vanno passate, e così è più dura. Peccato, perché nel primo tempo, ripeto, forse non eravamo stati brillanti perché c’erano stati diversi cambiamenti, ma noi siamo cresciuti, abbiamo rischiato di meno e creato qualcosa, ci poteva anche stare che andassimo noi in vantaggio. E invece - ribadisce - eccoci qui a commentare una sconfitta che va giù male perché hai fatto un errore su un episodio di facile lettura. Ce lo siamo detti e ridetti, che dovevamo prendere meno gol... Ora c’è solo da ripartire, lavorare, superare la delusione puntando a valorizzarer quei miglioramenti che, io credo, comunque si siano visti. (m.b.)

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