Gioco
Australian Open con sorpresa Fa festa Wawrinka
Il maiorchino si arrende anche per colpa dei problemi fisici Primo Slam in carriera e terzo posto Atp per lo svizzero
Un Australian Open con due sorprese. Nel maschile è Stanislas Wawrinka a superare uno dietro l’altro tutti i favoriti e a vincere il suo primo Slam, mentre al femminile è la cinese Na Li a conquistare il suo secondo Slam ma primo Australian Open al terzo tentativo infinale. Doveva essere la vittoria dei soliti noti e invece il 2014 del tennis internazionale ha mostrato che ci sono outsider che possono davvero dare filo da torcere ai più forti.
Entrambi nel prossimo ranking saranno numero 3 del mondo. Wawrinka, dopo tre quarti d'ora da sogno e un’ora e mezza da incubo, esce vincitore da una contesa che avrebbe potuto essere sceneggiata da Samuel Beckett. Un uomo, prima che un tennista, capace negli anni di imparare ad accettare il fallimento, di accettarlo tanto bene da permettergli di cancellarsi la nomea di eterno secondo. Fino a ritagliarsi un momento di gloria sportiva pura, vera, luminosa. Lo svizzero ha battuto Rafael Nadal 63 62 36 63, in una finale condizionata da un infortunio alla schiena che lo spagnolo si è procurato all'inizio del secondo parziale. Già sotto di un set e di un break, anche il più coriaceo dei tennisti sembrava dovesse alzare bandiera bianca. Poi i farmaci hanno fatto effetto, lenendo in parte il dolore di Rafa. Dopo aver vinto il primo set con un tennis sfavillante e il secondo contro un avversario menomato, lo svizzero ha capito di essere a un passo dal sogno. E si è bloccato, rendendo il tutto molto più umano. «Un anno fa piangevo negli spogliatoi. Adesso non capisco se sto sognando, lo scoprirò domattina (oggi, ndr)», dice Stan, emozionatissimo ma raggiante, sul palco della premiazione. Pete Sampras, che tutti pensavano dovesse mettere il 14° Slam nelle mani di Nadal, gli ha appena consegnato la Norman Brookes Challenge Cup. Stan non sta sognando, ma ha corso il rischio di ritrovarsi in un incubo senza via d'uscita. Perché nei momenti più difficili, dall'inizio del terzo set alla metà inoltrata del quarto, Stan è sembrato un giocatore perduto nei meandri della propria mente, paralizzata dalla vista d’un avversario quasi agonizzante, ma ancora vivo e pericoloso. Dopo aver subito gli ingiusti fischi di un pubblico sospettoso e dopo aver perso il secondo set senza riuscire a servire una palla sopra i 150 all'ora, Nadal ha sentito gli effetti positivi del Vicodin. La schiena, malconcia dopo una brusca torsione per giocare un diritto sull'1-1 del secondo set, è tornata funzionale per un'ora: ha vinto un set, il quarto, servendo a velocità da circuito femminile e sfruttando la paralisi cerebrale di Stan. Ha iniziato il quarto difendendo, nel secondo gioco, altre due palle break: l'ottava e la nona consecutiva, una striscia di errori non forzati che molti hanno pensato stesse per condannare Wawrinka a subìre la rimonta più psicologicamente devastante a memoria di tennista.
Ma negli ultimi dodici mesi lo svizzero ha dovuto passare momenti difficili. Magnus Norman è l'ex giocatore svedese diventato un coach leggendario. Con lui Stan ha raffinato il talento infinito che da sempre gli scorre nel braccio destro, l'unico che gli serve per giocare a tennis, e ha curato le ferite.La sua mente ne è uscita rafforzata quanto basta da riuscire a rispondere ai cazzotti del suo padrone, che si colpiva la testa in continuazione come per cercare di risintonizzare una vecchia televisione che ha perso il segnale. È ripartita sul 3-2 del quarto, quando è tornato a strappare il servizio a Nadal. Si è offuscata, subito dopo, quando ha restituito il break a zero con un game disastroso. Si è stabilizzata dopo il cambio campo del 4-3, quando ha finalmente visto e raggiunto la gloria: altro break seguito dal turno di servizio più importante della sua vita. Tenuto a zero. Con quei quattro punti, Stan diventa il numero 3 del mondo, il numero 1 di Svizzera, il primo giocatore a battere Rafael Nadal e Novak Djokovic nello stesso Slam, il primo a battere le prime due teste di serie di un major dal Roland Garros del 1993.
Il torneo femminile è stato pieno di sorprese con i ko inattesi di Serena Williams, Azarenka e Sharapova, la finale ha rispettato il pronostico. Il titolo del primo Slam dell'anno porta la firma della cinese Na Li, favorita numero quattro. La tennista di Wuhan ha battuto in finale agli Australian Open Dominika Cibulkova, prima slovacca ad arrivare così avanti in un major. È finita 76 (3) 60 in un'ora e 37 minuti per l'asiatica, che mette così in bacheca il secondo successo in uno Slam dopo la finale vinta nel 2011 al Roland Garros contro Francesca Schiavone.
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