Il Tirreno

Livorno

«Voglio in campo gente che combatte»

di Gianni Tacchi
«Voglio in campo gente che combatte»

Di Carlo rivela: ho cambiato il programma del lavoro atletico

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LIVORNO. Domenico Di Carlo, prima settimana sulla panchina amaranto.

«I ragazzi devono dimenticare il passato e ripartire. In questi giorni abbiamo inserito 2 doppi allenamenti per conoscere tutti i giocatori. Serve tempo, ma sono fiducioso».

Come hai trovato il gruppo dal punto di vista mentale?

«Il primo giorno ho visto una squadra segnata dalla sconfitta di Roma, tra l’altro non voglio più vedere una prestazione del genere. Poi i ragazzi si sono sciolti. Ho trovato grande disponibilità e voglia di riscatto. Possiamo fare l’impresa, ma per ora dobbiamo pensare partita per partita».

E come sta la squadra sotto l'aspetto fisico?

«In settimana abbiamo modificato qualcosa proprio in questa direzione: la squadra, continuando sulla strada precedente, non poteva fare qualcosa di importante. Stiamo lavorando per alzare i ritmi e per aumentare intensità e aggressività: tutto questo ci permetterà di far uscire le giocate dei singoli e di creare più occasioni da gol. Ma dovrà cambiare soprattutto un altro aspetto».

Quale?

«L’atteggiamento. Questa squadra deve sempre lottare dal 1’ al 95’. Sto cercando di trasmettere ai ragazzi voglia ed entusiasmo».

Un altro problema è quello delle reti subite.

«Colpa di qualche disattenzione difensiva. Stiamo cercando di correggere certi errori, ma una settimana non basta».

Passiamo al Sassuolo, che a differenza del Livorno si è rinforzato in questo mercato di gennaio.

«Ha inserito elementi di esperienza in un gruppo ricco di qualità. Ma in serie A, per centrare la salvezza, serve anche e soprattutto la voglia di lottare».

Sarà una sfida da dentro o fuori?

«No, il campionato è lungo. Sarà una partita importante, proprio come tutte le altre. Abbiamo studiato i punti deboli del Sassuolo. E ai ragazzi ho chiesto di avere il coraggio di osare».

Quindi vuoi una mentalità propositiva?

«Dovremo giocare da squadra, cercando comunque di sfruttare le caratteristiche di Paulinho, che può fare la differenza».

Sarà un Livorno con due punte?

«Paulinho non sarà solo. Siligardi ed Emeghara possono dare di più se giocano dall’inizio. Voglio una squadra compatta sia in fase difensiva che offensiva, pronta ad aiutare gli attaccanti. Dovremo concedere poco, essere concreti, non avere fretta di vincere e aspettare il momento giusto per colpire. Abbiamo alcuni giocatori che possono far male a tutti».

Come Greco.

«È un elemento duttile. Può giocare davanti alla difesa, interno di centrocampo e trequartista: abbiamo provato 2-3 soluzioni, anche per cambiare le cose a gara in corso».

C’è la possibilità di vedere Castellini dal primo minuto?

«Ha grande esperienza, posso schierarlo sia in difesa che sulla corsia sinistra. E ha lo spirito di squadra, che è fondamentale per ottenere risultati. Ecco, servono giocatori del genere, giocatori con grandi motivazioni».

Gli ultrà della curva Nord resteranno fuori nei primi 10 minuti per protestare contro la gestione Spinelli.

«Le ultime prestazioni non sono state all’altezza, quindi i tifosi protestano. Uno dei nostri obiettivi è proprio quello di mettere in campo ciò che il pubblico livornese vuole: cattiveria e determinazione».

Martedì hai detto di non voler stravolgere l’identità tattica della squadra, ma per il futuro pensi alla difesa a 4?

«Sì, può diventare una variante anche a gara in corso. Ma serve tempo».

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