Il Tirreno

Livorno


 

«Grazie Birindelli, ci hai fatto riflettere»

di Antonio Scuglia
«Grazie Birindelli, ci hai fatto riflettere»

I genitori degli Esordienti nerazzurri tornano al campo dopo il gesto dell'allenatore che decise di ritirare la squadra per protestare contro le loro discussioni in tribuna: «Un messaggio forte per tutti noi, basta litigare. E ora c’è sintonia» 

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PISA. Undici bimbi in maglia nerazzurra, undici in maglia rossa. Classe 2002 i primi, classe 2001 i secondi. Qualcuno è già alto come un adulto, ma tutti sembrano un po’ spersi in quel campo così grande messo a disposizione dal Porta a Piagge, l’unico praticabile senza rischio per questi ragazzini, dato che il fango la fa da padrone in tutto il resto dell’impianto.

Ma i giocatori corrono felici. Per loro il campo può essere lungo 50, 90 o 900 metri, è lo stesso. Ansano e sbuffano, ma nessuno tira indietro la gamba o rinuncia a inseguire l’avversario.

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E i genitori? Sono diverse decine in tribuna, la maggior parte “di casa” ma con tanti ospiti venuti a sostenere l’Alabastri Volterra, che alla fine perderà ma senza mai mollare la presa o concedere un metro al Pisa. Già : il Pisa, quello di Alessandro Birindelli. Non è una partita qualunque, in questo pomeriggio-serata (inizio alle 17, riflettori accesi dopo pochi minuti) molto, ma molto invernale al San Cataldo. È la prima casalinga degli Esordienti Fair Play del Pisa dopo la famosa gara di metà dicembre, in cui Birindelli ha ritirato la squadra perché due genitori si erano presi a male parole in tribuna. Un episodio che ha fatto il giro d’Italia e non solo.

Il rigore non c'è e lui lo rifiuta: Birindelli re del fair play

Tanta la curiosità di rivedere all’opera o bimbi, ma anche e soprattutto di spiare, nascosti fra la gente, il comportamento dei genitori (FOTO). Ma non aspettatevi visi torvi, o gente aggrappata alla rete a inveire contro l’arbitro (per quanto ne abbiamo visti tanti, nei lunghi anni passati sui campi di calcio).

E i papà e le mamme dei nerazzurri? Fanno il tifo, applaudono i loro ragazzini soprattutto quando restituiscono la palla mettendola in fallo laterale dopo aver ricevuto una punizione a favore che non c’era. «L’avrebbero fatto anche gli avversari» dice uno.

(Video di Cesare Bonifazi Martinozzi)

Ma quel gesto di Birindelli di un mese fa ha cambiato qualcosa? Prima erano più scatenati? Dice Fabrizio Bianchi, uno dei genitori sugli spalti: «E’ stato un buon esempio. Perché ci ha aiutato a riflettere. Quel litigio era estemporaneo, non era una cosa che avviene spesso. però non dovrebbe succedere mai. Questo ambiente è bello, c’è molta sintonia, vedi che anche i bimbi in campo sono sereni. Ma la guardia va tenuta alta».

Secondo un altro papà, Giancarlo Olivieri, «la forte autocritica è un messaggio di onestà, che dovrebbe farci pensare. Tutti, non solo noi. Anzi, soprattutto i professionisti. Ma è un messaggio che va coltivato, altrimenti non servirà. E la Federcalcio potrebbe aiutare questi gesti di fair play».

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Sembra che si sia colpito nel segno. Ma... spiega Riccardo Lazzeri, presidente del Porta a Piagge: «Abbiamo sostenuto Birindelli, ricordandogli che il difficile probabilmente arriva ora, quando i riflettori si abbassano e tornano prepotentemente a volere comandare le vecchie logiche del risultato a tutti i costi».

Già, il difficile viene ora, man mano che l’attenzione cala. A Pisa, in quella circostanza, c’è stato il gesto eclatante, ma i litigi sugli spalti avvengono ovunque. Il problema dei genitori in tribuna non è nuovo, tanto che negli anni qualcuno ha anche paventato l’ipotesi di escluderli, tenendoli fuori dagli impianti di gioco.

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