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Livorno

IL NUOVO ARRIVATO

Castellini: qui per aiutare i compagni

di Gianni Tacchi
Castellini: qui per aiutare i compagni

«Porto voglia ed esperienza. Nessun problema fisico, vedrete»

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LIVORNO. Uno dei primi incroci tra Paolo Castellini e il Livorno finì con le lacrime amaranto. Il nuovo acquisto – nella stagione 1997/1998 – era infatti nella rosa della Cremonese, che superò 1-0 la squadra di Stringara nella famosa finale playoff di Perugia (serie C1). «Ricordo benissimo quella partita – racconta oggi – c’erano quasi 20mila tifosi labronici e 3 spicchi dello stadio erano colorati di amaranto. Ma è passato tanto tempo, ora sono qui per rilanciarmi e per la salvezza». Paolo, oggi il clima è opposto a quello di 16 anni fa. «Lo so, sono consapevole della situazione. Ma questa è una piazza importante e io sono carico per la nuova avventura». Però tanti giocatori, a differenza tua, hanno rifiutato la maglia amaranto. «Intanto non posso giudicare i colleghi che hanno respinto il Livorno. Io ho accettato subito il trasferimento: ho voglia di giocare, di dare una mano e di essere protagonista». Tanti tifosi non sono soddisfatti del tuo acquisto... «Io cercherò di portare la mia esperienza e di aiutare la squadra a superare le difficoltà. Comunque non sono abituato a parlare, ma a lavorare e a rispondere sul campo. Possiamo fare qualcosa di importante». Quindi la salvezza è possibile nonostante i mille problemi? «Certo, niente è impossibile. Noi dobbiamo ragionare gara per gara senza fare tabelle, a partire dal match di domenica con il Sassuolo. La squadra, dopo un buon inizio, sta attraversando un momento difficile. Ma io ricordo la sfida con la Sampdoria: in campo c’era solo il Livorno, che alla fine perse immeritatamente». Soltanto 11 presenze tra campionato e Coppa Italia nell’ultima stagione e mezzo con la Sampdoria: perché? «Scelte degli allenatori, non ho avuto particolari problemi fisici. La società, dopo il ritorno in serie A, ha puntato principalmente su altri elementi. Ma io non ho mai alzato la voce per il bene del gruppo. A Genova ero amato da tutto l’ambiente, ma ho scelto di fare questo passo per avere continuità, non per un anno in più di contratto (scadenza giugno 2015, ndr)». Quando hai giocato l’ultima partita? «Il 9 gennaio in Coppa Italia contro la Roma: non scendevo in campo da un po’ di tempo, ma è andata bene nonostante la sconfitta (1-0 all’Olimpico, ndr). Insomma, fisicamente non ho problemi». Mercoledì il primo allenamento al Coni: sensazioni? «Ottime. Ho trovato un gruppo unito, formato da ragazzi seri. E il cambio in panchina spingerà tutti a dare di più in questa fase». Conoscevi già qualcuno? «Di Carlo, che mi ha allenato a Parma (stagione 2007/2008, ndr), e Greco, compagno di squadra nella Roma (2010/2011, ndr)». Qual è il tuo ruolo? Esterno o centrale? «Per gran parte della mia carriera ho giocato come laterale mancino di un centrocampo a 5, ma nelle ultime gare ho fatto il centrale di sinistra in una difesa a 3».

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