Gioco
Amante della difesa a 4, ma non ora
Al centro del progetto c’è Greco. Cambia lo staff, si rivede Spinosa
LIVORNO. Mimmo Di Carlo era una pedina fondamentale del primo Livorno di Osvaldo Jaconi. E ieri in conferenza stampa ha citato «la voglia di lottare e lo spirito di appartenenza» di quella squadra: caratteristiche indispensabili per la salvezza, da affiancare a un disegno tattico vincente.
Verso il 3-4-1-2? Di Carlo – nella sua carriera tra Mantova, Parma, Chievo e Sampdoria – ha usato principalmente due moduli: il 4-4-2 e il 4-3-1-2. La sua filosofia si basa quindi sulla difesa a 4, che però si scontra con l’identità di questo Livorno, abituato a difendere con 3 uomini. Ma Di Carlo, almeno per ora, non ha intenzione di stravolgere l’assetto tattico.
E all’esordio con il Sassuolo (domenica alle 15 al Picchi) potrebbe puntare sul 3-4-1-2, spostando Greco alle spalle di Siligardi e Paulinho
Primo allenamento. Si è presentato alle 15.30 sul campo, una chiacchierata coi giocatori rapida, con una introduzione di Capozucca. Poi l’allenamento, senza però troppe indicazioni tattiche. Tutti presenti, anche Siligardi.
Nuovo staff tecnico. Ma in casa amaranto arriva anche uno staff tecnico nuovo: Luciano Foschi allenatore in seconda, Michele Santoni assistente tecnico, Lorenzo Riela preparatore atletico, Pietro Spinosa preparatore dei portieri.
Gianni Tacchi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google