Gioco
Si va verso il Nicola-bis ma solo con rinforzi veri
Un altro pazzo lunedì: Spinelli ci ripensa e convoca il suo ex tecnico a Genova Oggi la decisione, tutto dipende dalle garanzie che la società darà per gli acquisti
LIVORNO. Il mondo si rovescia di nuovo. Non cercate una logica in quello che è successo nell’ultima settimana nel Livorno Calcio perché non la troverete. Prima Spinelli esonera Nicola e mette al suo posto Perotti, ora Spinelli ci ripensa e richiama Nicola ma (giustamente) il tecnico prende atto e si dice pronto a tuffarsi in questa avventura ma a condizione che la squadra venga rinforzata.
Si va verso il Nicola-Bis però il lieto fine non è ancora sicuro al 100%, perché i fatti dicono che negli ultimi tempi tutti i giocatori cercati dal Livorno hanno rifiutato e dunque passare dalla promessa «certo che la rinforziamo» ai fatti non è per niente semplice.
C’è poi un altro particolare da mettere nel conto. Nicola è ancora un dipendente del Livorno Calcio, sulla carta non può rifiutare una chiamata-bis perché sarebbe come dimettersi. E in questo caso perderebbe i soldi sia di quest’anno che del prossimo anno. Considerate che già Nicola è l’allenatore meno pagato della serie A...
Stamani comunque è attesa la svolta, in un senso o nell’altro. Anche perché alle 15 c’è il primo allenamento in vista dello spareggio contro il Sassuolo, e il Livorno non può permettersi di iniziare la settimana senza l’allenatore che la guiderà domenica. Inutile dire che c’è una città che fa il tifo per Nicola, un po’ perché vede in lui l’unico allenatore che può ancora salvare il Livorno, un po’ perché un suo “sì” convinto aprirebbe la speranza per l’arrivo dei rinforzi. Questo ultimo passaggio, è chiaro, è tutto nelle mani di Aldo Spinelli. Che venti giorni fa non voleva più saperne di niente, e ora è tornato un vulcano. Alti e bassi deleteri per la gestione di un campionato, ma Spinelli è così, nel bene e nel male, c’è poco da fare.
Ma perché c’è stato questo clamoroso ripensamento? In mattinata c'era già stato un incontro tra il presidente e Attilio Perotti, un summit programmato già da qualche giorno ma che ha avuto esiti sorprendenti. Perotti è stato onesto, si è probabilmente reso conto che la situazione era molto più grave del previsto e ha fatto capire a Spinelli che qui l'unica chance di salvezza passava per il ritorno di Nicola. Per diverse ragioni. Non ultime uno spogliatoio compatto con il suo vecchio allenatore, non ultimo neanche la presa di posizione mai così forte di tutta la tifoseria dalla parte di Davide Nicola.
A quel punto Spinelli ha fatto un passo indietro e messo una pietra sopra al suo orgoglio. E ha fatto chiamare Davide Nicola, dandogli appuntamento alle 15 nei suoi uffici di Genova. Contattato pochi istanti prima, Spinelli si è limitato a un «lo voglio qui per cercare di capire perché a inizio stagione questa squadra correva e lottava, mentre ora è spenta. Richiamarlo in panchina? No, non è una possibilità. Nicola è uno stipendiato dalla società e mi deve delle spiegazioni». Parole che però non hanno convinto fino in fondo, e infatti altre fonti ci confermavano che l'incontro era per valutare la possibilità di mettere di nuovo Nicola al timone della barca amaranto.
E così è stato. Quasi tre ore di confronto, presenti Spinelli, Perotti, Capozucca e Nicola. Alla fine nessuno ha voluto parlare, telefoni spenti o che squillavano a vuoto. Solo Spinelli poco prima delle 20 ha regalato un paio di frasi. «Sì, c’è la possibilità di riportare Nicola sulla panchina del Livorno. Ma prima lui vuole parlare con i dirigenti per capire come sta la situazione dei rinforzi. Credo che domani mattina ».
In effetti oggi sarà il giorno della svolta. Serve buonsenso e sincerità. Guai usare Davide Nicola come arma per placare i tifosi, anche perché lui potrà anche essere il migliore allenatore per il Livorno, ma con questa squadra (indebolita anche dalla perdita di Schiattarella) è impossibile salvarsi. Se davvero l’intenzione è quella di provare a mantenere la serie A, oltre a Nicola servono 3-4 giocatori veri, non avanzi. Siamo nelle mani di Spinelli.
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