Sicurezza
Don Bosco tocca il fondo E Benvenuti non basta
Ultimo posto per i livornesi insieme al Cus Torino, si riparte contro Piombino Il pivot sconta i guai fisici e il suo recupero sarà fondamentale per la salvezza
LIVORNO. Sembra girare tutto in malo modo, purtroppo. E nel frattempo, la classifica si è fatta davvero brutta. Il Don Bosco occupa infatti l’ultima posizione della classifica Dnb (girone A) a quota 10 punti, in compagnia di Cus Torino (che ha vinto a Livorno) e del Golfo Piombino, prossima avversaria. Una storia ricca di capitoli sfortunati, a cominciare da un’infermeria che nei mesi di novembre e dicembre non è mai stata vuota e che di conseguenza ha inciso sulle rotazioni e sui meccanismi oliati a inizio regular season. Ma è pur vero, lo scriviamo da un po’, che piangere sul latto versato non serve a niente, quello che è stato è stato, e adesso c’è un intero girone di ritorno per uscire dalla sabbie mobili e riacquisire la giusta dose di tranquillità. Bentornato Benvenuti. A distanza di circa un mese e mezzo dall’ultima apparizione (7 dicembre contro Empoli) finalmente si è rivisto Lorenzo: 9 punti in 23 minuti, ma qualche errore di troppo da sottomisura senza dubbio colpa di un ritmo partita che andrà recuperato in tempi rapidissimi, vista anche (e soprattutto) la deficitaria situazione descritta in precedenza. A parziale alibi c’è pure da dire che Capitanelli non è certo l’ultimo arrivato, anzi: fisico spigoloso, esperienza e tutto ciò che occorre per giocarsela alla pari con un ragazzo alla prima vera avventura in un campionato senior. Detto questo, caricare Benvenuti di eccessive responsabilità sarebbe l’errore più ingenuo da commettere malgrado i numeri parlino un linguaggio chiarissimo e con lui in campo il Don Bosco, nel cuore dell’autunno, riuscì addirittura guardare tutti dall’altro verso il basso. Verso Piombino. In alcuni casi però non si perde solo per demerito proprio, bensì per i numerosi meriti della squadra avversaria. E Cecina nella fattispecie ne ha in abbondanza, vedi la grandinata di triple scagliata nel terzo periodo (11/17 il totale dall’arco) e la quadratura di un cerchio che il coach livornese Federico Campanella è stato capace di trovare sin dalle prime partite amalgamando il gruppo storico (Rischia incluso) ai 2-3 pezzi da novanta pescati sul mercato.
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