Gioco
Spinelli va all’attacco «Perotti ci salverà Cacia? Ormai è fatta»
Il presidente amaranto: all’Olimpico dato il massimo E ringrazia Lucarelli per il gol al Chievo nel finale
LIVORNO. Presidente qual è il suo umore dopo la prestazione di Roma?
«Nonostante tutto è buono. Quella partita non fa testo. Avevamo davanti una delle squadre più forti della serie A e la sconfitta era da mettere in conto. Sono contento di aver visto in campo Borja e Mosquera. Si tratta di due giocatori molto considerati in Colombia e che possono darci una mano da qui alla fine della stagione».
Sì, però l'atteggiamento è stato proprio molle. Per Attilio Perotti è una brutta gatta da pelare...
«Ripeto: affrontavamo fior di campioni. Ringrazio il nostro allenatore perché si è assunto una responsabilità non da poco. Avrebbe potuto anche dire “no grazie” e invece è tornato in panchina. Sono convinto che ci salveremo. Sì, Attilio può compiere l'impresa».
Per fortuna ieri quasi tutte le dirette concorrenti per la salvezza hanno frenato...
«Sì. I risultati sono stati positivi. Sembra che le altre ci stiano aspettando. Il regalo più bello ce lo ha fatto Alessandro Lucarelli con quel gol al 93' che è costato la sconfitta al Chievo. Lo ringrazio pubblicamente. Dobbiamo essere fiduciosi. Ieri dagli altri campi sono arrivati ottimi segnali che dobbiamo cogliere al volo».
Oggi si apre un'altra settimana di mercato. È il momento di stringere altrimenti rischiamo di resta attardati in modo irreparabile. Che cosa bolle in pentola?
«Dobbiamo assolutamente chiudere per il terzino sinistro. Traorè tentenna per cui lo lasciamo perdere. Non più tanto tempo da perdere. Andiamo dritti su uno tra Castellini e Rubin. Chiudiamo a breve».
Purtroppo non ci manca solo l'esterno sinistro, presidente...
«Lo so. Stiamo scandagliando il mercato degli attaccanti. Al momento il più abbordabile è Cacia del Verona. Con l'Hellas siamo d'accordo su tutto. La società scaligera adesso deve convincere il giocatore».
Lavorate su più fronti?
«Certo. Non abbiamo ancora abbandonato la pista che porta a Maxi Lopez. Le relazioni che abbiamo di lui parlano di un giocatore indiscutibile sul piano tecnico, ma in difficoltà per le note vicende personali. Per questo serve un'analisi approfondita della questione. È fuori di dubbio, però, che il giocatore ci piace. Un altro attaccante che farebbe al caso nostro e che stiamo corteggiando è Calaiò. Vediamo che cosa possiamo fare. Ma siamo carichi».
Qualcosa dovrà essere fatta anche in uscita. È quella la priorità, giusto?
«Guardate. È tutto capovolto. Andrà via solo Belingheri che è vicinissimo al Cesena. Gli altri restano. In sostanza cambierà solo chi non ha mai giocato o è stato utilizzato con il contagocce. E comunque dobbiamo prima procedere con gli acquisti».
Ma come? Fino a qualche giorno fa aveva detto l'esatto contrario...
«Lo so bene, ma in questa situazione è fondamentale rinforzare la squadra. Al resto penseremo più avanti».
Presidente, i tifosi non sono per niente soddisfatti di come sta andando la stagione. E domenica c'è rischio di contestazione. Che cosa si sente di dire alla gente di Livorno?
«Spero che domenica vengano tutti allo stadio. Dobbiamo salvare la categoria e per farlo abbiamo bisogno dei nostri tifosi. La partita con il Sassuolo è uno scontro diretto di importanza capitale. Chi vuole bene al Livorno deve venire per la maglia, per il buon nome della città. Non per Spinelli. Non per me. Ciò che è davvero importante è l'amaranto. Se la gente viene allo stadio con questo spirito e questa convinzione possiamo vincere e rientrare a pieno titolo in corsa».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
