La protesta
Il professore vince per il rotto della cuffia
Balotelli fa sorridere Seedorf: prima trasforma il rigore decisivo nel finale, poi glielo dedica
MILANO. Sarà dura, professore. Clarence Seedorf esordisce a San Siro con i tre punti e alla fine può sorridere come aveva fatto all’ingresso in campo: ma per un’ora la sua espressione in panchina era stata molto meno allegra.
Il sorriso glielo regala due volte Mario Balotelli: prima trasforma con freddezza il rigore dell’1-0 a una manciata di minuti dalla fine, poi gli dedica gol e vittoria (con Allegri non l’aveva mai fatto) elogiando la sua conduzione in panchina e il modo in cui aveva preparato una partita sicuramente difficile. Ma a ben vedere, nel Milan dopo l’arrivo di Seedorf è cambiato molto poco: le promesse di gioco-spettacolo offensivo sono durate un quarto d’ora, quello iniziale: un Verona timido si è rintanato dietro e i rossoneri hanno fatto un gran possesso palla con i quattro attaccanti, creando una palla-gol fallita proprio da SuperMario. Partita a senso unico, ma solo finché la squadra di Mandorlini non si è assestata e non si è convinta di potersela giocare.
Dal 20’ in poi il Verona si è difeso con impegno e attenzione e ha cercato ripartenze a tratti insidiose, soprattutto grazie alla velocità di Iturbe e Romulo; ma davanti al posto di Toni c’era Cacia e la differenza si è vista. Nella ripresa la musica è stata pressoché la stessa: Robinho non è stato fortunato quando grazie anche ad una deviazione di D’Agostini ha colpito un palo con Rafael battuto, ma l’affannoso assalto dei rossoneri è approdato al gol solo su rigore, un rigore per di più conseguente a un fallo netto quanto inutile di Gonzalez su Kakà che stava per perdere il pallone sul fondo.
Seedorf, per questa sua gara d’esordio, ha lasciato immutato il reparto difensivo che ha fatto in pieno il suo dovere (De Sciglio il migliore), mentre a centrocampo - squalificato Muntari - ha schierato la «diga« Montolivo-De Jong che peraltro ha funzionato così così. Davanti, Honda e Robinho accanto a Kakà alle spalle di Balotelli, un atteggiamento decisamente offensivo che alla fine è stato premiato ma sta di fatto che dei quattro solo Balotelli ha giocato all’altezza.
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