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Livorno

Matteini divide il web «Offende chi lavora» «È una scelta giusta»

Matteini divide il web «Offende chi lavora» «È una scelta giusta»

Il caso del calciatore livornese con la saudade in Brunei Tantissimi commenti e pareri discordanti su Facebook

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LIVORNO. E’ il remake, in salsa pallonara, del vecchio adagio «Meglio disoccupato all’Ardenza che in gegnere a Milano», che a Livorno ha una valenza transgenerazionale: lo dicevano i nostri nonni, lo dicono (e lo pensano?) i nostri figli. La storia, fascinosa ed estrema, di Davide Matteini col cuore dilaniato tra i soldi del sultano del Brunei da una parte, il rosso pomodoro del tramonto ardenzino e del tam tam in quattro quarti delle discoteche versiliesi dall’altra, è un pò la summa di questo eterno dubitare tra ambizione e pigrizia, tra portafoglio e benessere dello spirito. Matteini, talento purissimo del calcio toscano con la carriera dimezzata da un carattere indipendente e schietto (un George Best de noantri), riflette nell’eremo dorato del piccolissimo sultanato a un tiro di schioppo dall’Indonesia: meglio i 180mila dollari, mica noccioline, per giocare il campionato di Singapore - dove, onestamente, può fare il Cristiano Ronaldo - oppure i pochi spiccioli della nostrta Lega Pro, ma con le certezze e gli svaghi della vita occidentale? Il dilemma, sollevato dall’intervista del nostro giornale, sta dilagando sul web e divide i «matteiniani», quelli che farebbero come lui, e i censori, che non risparmiano critiche e parole non certo da educanda all’eroe tatuato.

«Per 170mila l’anno prego di mattina, pomeriggio e sera», apre le danze sul profilo Facebook del giornale Marco Stollo. «Se ero tuo padre ,anche se hai 32 anni, a bastonate ti ci avrei accompagnato. Quanti anni credi ancora di giocare ? Andrai ad ingrossare le fila dei disoccupati. A meno che tu non sia ricco di famiglia», censura Sergio Fiori. «Se torna a casa perchè laggiù non ci sono locali, sarebbe da menare. Ho la sorella disoccupata ed il cognato in cassa integrazione ed hanno tre figli quindi immaginate voi cosa sto pensando di lui», il velenoso post di Claudio Cristiani. «Ma fatevi gli affari vostri! Sarà libero di fare cosa gli pare? Lo pagavate voi?», la difesa d’ufficio di Gino Rossini. Molto interessante la lettura che propone Riccardo Novi. « Anch’io nel mio lavoro ho avuto un'offerta di lavoro in Bahrain da parte di un ricchissimo personaggio locale ,che in pochi anni mi avrebbe permesso di sistemarmi per tutta la vita. Visto da fuori mi avreste dato del viziato ecc. ma per sapere i motivi bisogna essere dentro alla situazione ,le difficoltà sono tante partendo dalla famiglia, la lingua ,le abitudini. Io sto con Davide perché capisco sicuramente il suo "non ci sono discoteche” e stato solo una battuta ma solo lui sa il perche'e il perché l'ha trovato andando di persona a vedere quelle realtà».

«Lo sceicco ha soddisfatto il capriccio....in parte...esperienza provata!! Se quella è la realtà ha fatto bene a tornare a casa..senza rimpianti », la chiosa di Debora Fiorentino. Insomma, Matteini divide come divise Lucarelli, attratto dai soldi ucraini e poi fuggito dall’opprimente gelo di quelle lande. L’ex Tuttocuoio, intanto, riflette alla corte del sultano. E davanti al computer, magari, avrà sorriso di tutti: detrattori e non.

Giorgio Billeri

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