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Livorno

Viola spuntata, ma la difesa è una roccia

di Brunella Ciullini
Viola spuntata, ma la difesa è una roccia

A Torino la Fiorentina fa tanto possesso palla senza finalizzare. Mercato: interessa il brasiliano Anderson del Manchester United

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TORINO. Zero gol fatti ma anche zero subiti. Dalla prima partita di campionato senza Giuseppe Rossi e Mario Gomez la Fiorentina esce imbattuta in casa del Torino, che sul proprio campo finora ha perso una sola volta, nel derby con la Juve, e con la difesa che allunga a 4 gare la sua inviolabilità (Bologna, Sassuolo, Livorno e appunto ieri), 5 se si include anche quella vinta 2-0 mercoledì in Coppa Italia con il Chievo. Senza gli uomini-gol sale dunque in cattedra il reparto arretrato spesso oggetto di critiche per il disappunto di Montella che ha sempre sostenuto l’affidabilità di Neto (imbattuto da 527’, l’ultima rete incassata risale a dicembre nel match di Europa League con il Dnipro) e compagni. Considerando l’emergenza in attacco (il tecnico viola è ricorso a un tridente inedito con Ilicic finto centravanti sostenuto da Joaquin e Cuadrado che spesso si scambiavano di fascia), l’apprensione per Rossi e le insidie di questa trasferta contro l’ex al veleno Cerci, il risultato può essere ritenuto più che positivo per la Fiorentina che chiude il girone d’andata al quarto posto, come un anno fa al giro di boa del campionato, ma con 2 punti in più conquistati (37 a 35). Un dato molto importante alla luce della sfortuna che si è accanita sulla squadra e sul lavoro di Montella, del maggior numero di impegni affrontati finora con i preliminari e la fase a gironi di Europa League (fra l’altro superati brillantemente) e dell’aumento delle rivali nella corsa ad un piazzamento europeo. Il risultato di Torino però nasconde anche l’altra faccia della medaglia e in tal senso può suonare come un’occasione non sfruttata. La Fiorentina sul piano del gioco e del possesso palla, pur su un terreno assai scivoloso, ha surclassato gli avversari (ormai una costante) e specie nel primo tempo ha avuto diverse opportunità per passare: con Mati Fernandez (preferito all’acciaccato Aquilani) su punizione e dalla distanza, con Roncaglia che oltre a cercare di mettere la museruola a Cerci ha tentato l’affondo, con Borja Valero che per tre volte prima dell’intervallo ha lambito il palo, quindi con Joaquin. Il tutto sfoderando fraseggi da applausi, manovre in profondità, scambi veloci al cospetto di un Torino tutto chiuso nella propria metà campo salvo farsi in avanti con qualche ripartenza quando la Fiorentina concedeva un po’ di spazio. Lo schema di Ventura, privo di un giocatore abile e rapido come Immobile, out per infortunio (al suo posto Barreto, ieri più terzino che attaccante) era molto chiaro: tutti arroccati dietro e palla a Cerci in contropiede, come a inizio gara e nel finale di tempo. Ma Neto non si è mai fatto sorprendere. Lo stesso è accaduto nella ripresa, al 7’ sempre con l’ex viola che pure era sembrato sul punto di chiedere il cambio per un dolore alla coscia, poi con Barreto e col neo entrato Meggiorini che ha sparato alto. La Fiorentina ha continuato a macinare gioco, a provare a pungere con Borja Valero, Cuadrado e Iakovenko subentrato a Ilicic, a tenere sempre in apprensione la difesa granata anche se inevitabilmente la mancanza di un goleador si è fatta sempre più sentire. Urge correre ai ripari e soddisfare le richieste di Montella. Il club viola è accostato al 26enne centrocampista brasiliano del Manchester United Anderson, in scadenza nel 2015. Un giocatore esperto e importante, ma serve anche rinforzare l’attacco in attesa del ritorno almeno di Gomez.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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