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Livorno

Non c’è serratura contro la Juve

Non c’è serratura contro la Juve

Il Cagliari spaventa la Signora ma nel finale arriva un break di tre gol in cinque minuti

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CAGLIARI. La Roma fa il suo record storico (mai 44 punti giallorossi in un girone di andata) e il Napoli con 42 si migliora comunque di 3 punti su quello di Mazzarri, ma davanti a loro vola una Juventus senza aggettivi contro la quale - se non frenerà - non c’è nulla da fare se non tentare di darle qualche dispiacere parziale. La squadra di Conte gira addirittura a 52, eguagliando il primato assoluto di quella di Capello del 2006 (stagione peraltro poi finita nel dramma di Calciopoli) facendo meglio di 8 punti rispetto all’anno scorso. E lo fa sullo slancio di 11 vittorie consecutive, che pure è il suo primato storico. Chapeau alla Signora.

La vittoria numero 11 arriva a Cagliari ed è molto più difficile di quanto dica il punteggio: il Cagliari spaventa addirittura Madama col gol iniziale di Pinilla, e poi la tiene bravamente in scacco sull’1-1 fino a un quarto d’ora dalla fine. Ma la Juventus è una spietata macchina da guerra e dopo aver stentato 75 minuti fa il break in poco più di 5 giri di lancetta: tre gol e tutti a casa. Come a Livorno e a Bergamo, una Juve che non si scompone in nessuna situazione complicata e di pazienza o di forza trova sempre la chiave per aprire - perlomeno in Italia - qualsiasi serratura.

Di nuovo protagonista Llorente, ma l'eroe vero della giornata bianconera è stato Lichtsteiner: due assist e un gol per lo svizzero, un treno sulla fascia, imprendibile per il pur tosto Murru e per Ekdal che tentava di dare una mano al suo giovane compagno. Nel primo tempo i bianconeri hanno sentito puzza di incubo, invece di profumo di record: il fiero Cagliari non solo è andato in vantaggio ma ha rischiato due volte di raddoppiare. E qui Lichtsteiner ha cominciato ad essere decisivo: al 32’, nel momento critico, discesa e cross morbido con Llorente libero di mettere la palla di teste nel sette. Incubo dissolto, la Juve ha cominciato a tessere la sua tela paziente.

Nella ripresa il Cagliari ha ceduto e si è fatto lentamente schiacciare. Conte ha rischiato Marchisio al posto di un Pirlo spento e stanco, e al 74’ ecco il break: botta da fuori del Principino, Adan si tuffa in ritardo e favorisce il 2-1. Che in pratica ha chiuso i conti perché la Signora omicidi ha subito infierito: altri due gol facili in cinque minuti, la paura finisce in trionfo. Come al solito.

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di Redazione web